1 ottobre 2020
Aggiornato 10:00
Medio Oriente | La crisi siriana

La Cina chiede a Damasco di cessare ogni violenza

Pechino: Cercare una soluzione pacifica alla crisi. Operazione militare contro gli oppositori alla frontiera turca. CNN: Giustiziati a Idleb più di 40 disertori. Attentato suicida a Deraa, due morti. Croce Rossa a Baba Amr ma gli aiuti sono ancora bloccati

PECHINO - La Cina ha chiesto al governo siriano e a «tutte le altri parti in causa» di cessare qualsiasi atto di violenza e di cercare una soluzione pacifica alla crisi del Paese: è quanto riporta l'agenzia di Stato cinese Xinhua, citando il Ministero degli Esteri di Pechino.
Pechino lancia un appello al dialogo fra il regime di Damasco e coloro «che esprimono altre aspirazioni politiche», e chiede la fine «piena, immediata e incondizionale di ogni atto di violenza, in particolare contro i civili innocenti».
Il Ministero ribadisce tuttavia che Pechino «non approva alcuna interferenza armata o sostegno a un cambiamento di regime in Siria, e ritiene che l'uso o la minaccia di sanzioni non aiutino a risolvere la questione in modo appropriato»: «Ci opponiamo a qualsiasi interferenza negli affari interni siriani sotto il pretesto di emergenze umanitarie», conclude il comunicato.
La Cina, insieme alla Russia, ha bloccato per due volte l'approvazione in seno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di una risoluzione di condanna della repressione siriana, che dal 15 marzo scorso ha causato oltre 7mila morti.

Operazione militare contro gli oppositori alla frontiera turca - L'esercito siriano ha lanciato oggi un'offensiva contro gli oppositori del presidente Bashar al Assad nel villaggio di Ain al-Beida, situato non lontano dalla frontiera turca. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale turca Anatolia. All'operazione partecipano circa 2.000 soldati e una quindicina di carri, secondo l'agenzia.
Il villaggio si trova a pochi chilometri dal confine con la Turchia. L'esercito è entrato nel villaggio e ha dato fuoco a delle case, ha riportato ancora l'agenzia turca. Degli esponenti dell'opposizione, rimasti feriti, sono stati trasportati in Turchia per essere curati, ha aggiunto l'agenzia.

CNN: Giustiziati a Idleb più di 40 disertori - I soldati siriani hanno giustiziato oggi più di 40 disertori dell'esercito nella provincia nord-occidentale di Idleb. Lo hanno denunciato alla Cnn gruppi di attivisti.

Attentato suicida a Deraa, due morti - Almeno due persone sono morte nell'attentato suicida avvenuto oggi a Deraa, nel sud della Siria. Lo riportano i media locali.
«Un terrorista si è fatto esplodere stamattina su un'auto che guidava nella città di Deraa, provocando la morte di due civili. Una ventina di persone, tra civili e membri delle forze di sicurezza, sono rimasti feriti e gli immobili intorno sono rimasti danneggiati», ha indicato l'agenzia ufficiale siriana Sana.

Croce Rossa a Baba Amr ma gli aiuti sono ancora bloccati - Un team del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) si trova da ieri a Baba Amr, quartiere ribelle di Homs, da due giorni tornato sotto il controllo dell'esercito di Assad, ma gli aiuti per la popolazione sono ancora bloccati dalle autorità. Lo ha detto un responsabile locale dell'organizzazione.
«Un team è entrato ieri mattina a Baba Amr, ma (le autorità) non hanno autorizzato l'ingresso degli aiuti. Stiamo ancora trattando sul meccanismo di distribuzione degli aiuti», ha indicato il responsabile dell'ufficio stama del Cicr a Damasco.

Reporter francesi: A Homs presi di mira dai bombardamenti - Il reporter francesi Edith Bouvier e William Daniels, appena rientrati dalla Siria, sono convinti di essere stati «direttamente presi di mira» durante i bombardamenti siriani sulla città di Homs, lo scorso 22 febbraio, che hanno ucciso i loro colleghi Marie Colvin e Rémi Ochlik.
I due reporter - Daniels è un fotografo free lance - hanno hanno affidato il loro racconto al quotidiano Le Figaro durante una tappa in Libano, prima del rimpatrio. «Ci sono state meno di cinque esplosioni, una dietro l'altra, molto ravvicinate. Avevamo davvero l'impressione di essere direttamente presi di mira» hanno spiegato i due giornalisti, che durante il bombardamento si trovavano in una casa nel quartiere di Baba Amr, utilizzata come centro stampa.
Bouvier e Daniels, evacuati giovedì scorso da Homs, sono rientrati ieri sera in Francia. Al Figaro hanno raccontato i loro nove giorni a Homs, dal 21 febbraio al 1 marzo, dettagliando il bombardamento che ha ucciso Marie Colvin del Sunday Times e il fotografo francese Rémi Ochlik. La Bouvier è rimasta a sua volta ferita.

Hamas: Non ci schieriamo nel conflitto - Hamas non si schiera nel conflitto siriano che vede opposti il regime del presidente Bashar al-Assad e l'opposizione: lo ha affermato uno dei principali dirigenti del movimento estremista palestinese, Mahmoud Zahar.
«La nostra posizione in Siria è la stessa che per le altre rivoluzioni arabe: abbiamo consigliato al governo siriano di risolvere i suoi problemi lasciando maggiore libertà al popolo siriano, al fine di poter rafforzare il Paese, liberare i territori occupati del Golan e sostenere la resistenza palestinese», ha spiegato Zahar.

Terzi: Nel Paese compiuti crimini contro l'umanità - In Siria sono in corso azioni ingiustificabili ed è venuto il momento di favorire un ricambio al vertice di Damasco, dove una soluzione di tipo yemenita sembra il percorso più auspicabile. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi, durante la conferenza congiunta con il collega turco, Ahmet Davutoglu a margine del convegno organizzato a Istanbul da Aspen Institute Italia sul tema «Double transition: economics and politics across Europe and the Mediterranean».
«Quello che sta accadendo a Homs - ha esordito Terzi -, dove la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa avevano ottenuto ieri il diritto di entrare per essere poi provocati nuovamente da posti di blocco, ha mostrato che è in corso un'operazione spregiudicata e cinica di eliminazione fisica di individui, a volte di interi quartieri, di queste città». Città «che prima sono state bombardate e ora vedono il terrore per le strade con l'eliminazione dei loro abitanti in modo assolutamente indiscriminato e completamente inaccettabile, ed è vero che qui siamo in una situazione di crimini, di violazioni,di crimini contro l'umanità».
Terzi ha poi auspicato una «soluzione yemenita» che porti il presidente siriano, Bashar Assad, a farsi da parte. «Ci deve essere un ricambio al vertice di Damasco e una soluzione come quella yemenita deve essere la via più praticabile», ha detto.