27 gennaio 2022
Aggiornato 22:00
Medio Oriente | La crisi siriana

Assad e sua moglie votano per la nuova Costituzione

Il Presidente siriano: C'è una campagna mediatica, ma la realtà non si può sconfiggere. Fotografo britannico ferito ha rifiutato lo sgombero della Mezzaluna rossa. Tredici morti a Homs, uno a Daraa

DAMASCO - Il presidente siriano Bashar al Assad e sua moglie Asma hanno votato a Damasco nel quadro di un referendum sulla nuova costituzione, che mantiene ampie prerogative al capo dello stato, contestato da oltre undici mesi da una rivolta popolare senza precedenti.
Il presidente e consorte si sono fatti largo a fatica nella sede della televisione di stato, dove i dipendenti si accalcavano per salutarli. La coppia ha poi votato.
La Siria è stata oggetto di «una campagna mediatica», ha in seguito dichiarato Assad, garantendo che i mass media erano «molto importanti» ma che non potevano «sconfiggere la realtà». Gli elettori siriani sono chiamati oggi a pronunciarsi su una bozza di nuova costituzione che mette fine all'egemonia del partito Baath, al potere da mezzo secolo, ma mantiene ampie prerogative al presidente e permette ad Assad di restare ancora, teoricamente, sedici anni al potere. La votazione si svolge mentre poco meno di 7.600 persone sono state uccise in undici mesi di rivolta repressa nel sangue.

Fotografo britannico ferito ha rifiutato lo sgombero della Mezzaluna rossa - La moglie del fotografo britannico Paul Conroy ha affermato alla BBC radio che suo marito, ferito a Homs con la giornalista francese Edith Bouvier, aveva rifiutato una proposta di evacuazione con la Mezzaluna Rossa siriana, per mancanza di fiducia in questa organizzazione.
«E' stato detto loro che la Mezzaluna Rossa siriana non era degna di fiducia. Dunque si sono rifiutati di partire con loro, a meno che non fossero stati accompagnati da qualcuno dell'ambasciata di Gran Bretagna o di Francia», ha dichiarato Kate Conroy, senza chiarire la data. «Posso comprendere le sue ragioni, ma visto che ho avuto numerose conversazioni con deputati, Foreign Office, ecc. so che non invieranno un ufficiale dell'ambasciata per accompagnarlo», ha proseguito la moglie del fotografo freelance che lavora in particolare per il Sunday Times. «Dunque deve comprendere che (la Mezzaluna Rossa) ha una dimensione internazionale e che rappresenta una protezione sufficiente per essere sgomberato in modo sicuro», ha affermato Kate Conroy.
Oggi il portavoce del Cicr a Damasco ha segnalato che lo sgombero dei feriti, tra i quali Paul Conroy e Edith Bouvier, bloccati ad Homs ancora bombardata dall'esercito siriano, sarebbe avvenuto probabilmente domani. Un giornalista straniero coinvolto in questi negoziati aveva affermato ieri che due volte le ambulanze della Mezzaluna Rossa siriana erano arrivate a Baba Amr ma erano state bloccate da membri dell'Esercito siriano libero (Asl), formato da soldati dissidenti.

Tredici morti a Homs, uno a Daraa - Nel giorno in cui si vota la nuova costituzione voluta da Bashar al Assad, almeno tredici persone - fra cui nove civili - sono morte a Homs, la roccaforte dell'opposizione al presidente siriano bombardata senza sosta da ormai più di tre settimane. E' l'ultimo drammatico bilancio dell'Osservatorio siriano dei diritti umani (OSDH), che sempre stamattina ha riferito di esplosioni e sparatorie anche in altre città del paese.
Secondo la stessa fonte, infatti, diverse granate erano state lanciate in precedenza nel quartiere Baba Amr di Homs - dove sono ancora bloccati i due giornalisti occidentali feriti - mentre esplosioni hanno scosso la città di Deir Ezzor e spari di artiglieria pesante sono stati segnalati a Daraa, dove ci sarebbe stata un'altra vittima.
Poi l'ultimo bollettino: «Nove civili - si legge nella nota dell'OSDH citata dalla France Presse - sono stati uccisi da raffiche di mortaio nei quartieri di Hamidiyé e Boustan al-Diwan e quattro soldati fra cui un ufficiale dell'esercito regolare sono morti durante lo scontro con un gruppo di disertori nel quartiere di al-Hamidiyé». Nella sola giornata di sabato, l'Osservatorio - che ha sede nel Regno Unito - è arrivato a conteggiare 94 morti e 68 feriti. Fra i morti di ieri, c'erano 24 civili a Homs e 23 membri delle forze di sicurezza del regime.