20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Intervista esclusiva al settimanale «La Stampa»

Birmania, Suu Kyi: La priorità è ristabilire lo stato di diritto

Il premio Nobel per la Pace e leader dell'opposizione birmana parla delle sue aspettative e dei suoi timori in vista delle elezioni suppletive del prossimo aprile, quelle che dovrebbero segnare il primo passo verso una democratizzazione del regime birmano

RANGOON - La priorità, per la Birmania, è ristabilire lo stato di diritto. In un'intervista esclusiva all'inviato della Stampa, il premio Nobel per la Pace e leader dell'opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, parla delle sue aspettative e dei suoi timori in vista delle elezioni suppletive del prossimo aprile, quelle che dovrebbero segnare il primo passo verso una democratizzazione del regime birmano.

Sanzioni efficaci nel favorire il cambiamento - Per Suu Kyi, le sanzioni imposte dall'Occidente contro il suo Paese «sono state piuttosto efficaci, nel favorire il cambiamento che stiamo vedendo in questi giorni. Anzi molto efficaci». Ma mette in guardia l'Europa da una revoca affrettata delle stesse: «La decisione dell'Ue riguardo le sanzioni è legata all'andamento delle prossime elezioni. Solo dopo si deciderà cosa farne».
Il Premio Nobel per la pace, che è stata quasi due decenni imprigionata nella sua casa di Rangoon, dice di «non volere una giustizia vendicativa» nei confronti dei generali che l'hanno perseguitata, vuole piuttosto «che sia ricostruita la giustizia. Come prima cosa, il nostro paese ha bisogno di ristabilire lo stato di diritto».