15 luglio 2024
Aggiornato 16:00
Medio Oriente | La crisi siriana

Damasco respinge il piano arabo che chiede le dimissioni di Assad

La Lega araba ha sollecitato un trasferimento di poteri dal Presidente Bashar al Assad al suo vicepresidente e la formazione di un governo di unità nazionale entro due mesi. Intanto l'Unione Europea adotta nuove sanzioni contro il regime

IL CAIRO - Damasco ha respinto il nuovo piano adottato dalla Lega araba per risolvere la crisi siriana, che prevede un trasferimento di poteri dal Presidente Bashar al Assad al suo vicepresidente e la formazione di un governo di unità nazionale entro due mesi.
«La Siria respinge le decisioni adottate al di fuori del piani di lavoro arabo e le considera un attacco alla sua sovranità nazionale e una flagrante interferenza negli affari interni», ha detto un funzionario di Damasco citato dalla televisione siriana.

Un Governo di unità nazionale entro due mesi - Al termine del vertice tenuto ieri, la Lega araba ha chiesto alle Nazioni Unite di sostenere il nuovo piano per risolvere la crisi in Siria, che prevede il trasferimento dei poteri da Assad al suo vicepresidente e la formazione di un governo di unità nazionale entro due mesi. Stando a quanto scritto nel comunicato letto dal premier del Qatar, Sheikh Hamad bin Jassim Al-Thani, Assad dovrebbe «delegare i poteri al vicepresidente per fare da intermediario con un governo di unità nazionale» da insediare in due mesi. Il comunicato è stato letto al termine del vertice dei ministri degli Esteri della Lega araba sulla missione degli osservatori mandata in Siria.
Il funzionario siriano ha invitato la Lega araba ad «assumersi le sue responsabilità nel fermare i finanziamenti e le forniture di armi ai terroristi», sottolineando che l'iniziativa araba va contro gli interessi del popolo arabo, ma non impedirà al Paese di «portare avanti le sue riforme politiche e di garantire sicurezza e stabilità al suo popolo che ha dimostrato, durante la crisi, il suo sostegno all'unità nazionale, radunandosi attorno al Presidente Assad».

L'UE adotta nuova serie sanzioni contro il regime - I Paesi europei hanno adottato nuove sanzioni contro la Siria, con una lista di altre 22 personalità o alti gradi militari, cui è ormai impedito l'ingresso in Europa o i cui beni sono stati congelati.

La Lega Araba valuta di prolungare la missione, Riad si ritira - Mentre i vertici della Lega araba sono riuniti al Cairo per decidere se prolungare di un mese la missione in Siria, l'Arabia Saudita ha annunciato «a sorpresa» il ritiro dei suoi osservatori dalla criticata delegazione.
Il capo della diplomazia saudita, Saud al Faisal, ha annunciato che l'Arabia saudita «ritira i suoi osservatori dalla missione (della Lega araba) perchè il governo siriano non ha rispettato alcuna delle clausole» del piano arabo per uscire dalla crisi, secondo il testo del suo intervento durante la riunione ministeriale dell'organizzazione panaraba al Cairo.
Nella capitale egiziana una riunione ministeriale plenaria dell'organizzazione panaraba sta discutendo la raccomandazione di prolungare di un mese la missione in Siria. Il comitato ministeriale guidato dal Qatar ha studiato a porte chiuse il nuovo rapporto consegnato dal capo degli osservatori, il generale sudanese Mohammed Ahmed Moustapha al-Dabi. Secondo quest'ultimo, la missione, arrivata alla fine, andrebbe prolungata e rafforzata sul piano logistico, ma non mantenuta all'infinito, secondo una fonte diplomatica.
Il Consiglio nazionale siriano (Cns), il più importante gruppo all'opposizione in Siria, ha chiesto alla Lega araba di inviare il rapporto siriano al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha criticato l'incapacità della missione a far cessare le violenze. Secondo l'Onu, in dieci mesi di rivolta e repressione si contano più di 5.400 morti.