21 novembre 2019
Aggiornato 05:00
Medio Oriente | La rivolta in Siria

Assad denuncia: complotto straniero per «destabilizzare» la Siria

Il Presidente siriano: Tra marzo e maggio nuova Costituzione ed elezioni. Per l'Opposizione il discorso di Assad è un'«incitazione alla violenza». Lega araba: Damasco protegga osservatori. Gli USA: Assad nega le proprie responsabilità

DAMASCO - Il Presidente siriano Bashar al Assad ha rilanciato oggi l'accusa di un complotto straniero per «destabilizzare» la Siria, presentando per la prima volta un calendario per le riforme istituzionali più volte annunciate accennando all'ipotesi di elezioni. Dopo 10 mesi di proteste di piazza contro il suo regime, il capo dello Stato ha ribadito oggi di non aver «mai dato ordine di aprire il fuoco sui civili», promettendo però di lottare «con pugno di ferro contro i terroristi».
In un discorso di un'ora e 45 minuti trasmesso dalla televisione di Stato, Assad ha ribadito che «potenze regionali e internazionali hanno cercato di destabilizzare il Paese», indicando come «priorità assoluta» del suo governo quella di «ripristinate la sicurezza... colpendo con pugno di ferro i terroristi». Quindi ha nuovamente negato di aver mai dato ordine di aprire il fuoco» contro i dimostranti, sottolineando però che, «secondo la legge, si può aprire il fuoco solo in caso di difesa personale».

Assad ha quindi presentato un calendario per le riforme istituzionali, annunciando per «la prima settimana di marzo» una consultazione popolare sulla nuova costituzione redatta dalla commissione incaricata, e per «la prima settimana di maggio «le elezioni», che «devono essere legate alla nuova costituzione». Il Presidente ha sottolineato che la nuova Carta costituzionale «sarà incentrata su una questione: un sistema multi-partitico».
«Questi ultimi 10 mesi, nonostante la loro durezza, sono stati molti utili - ha commentato durante l'intervento, tenuto all'Università di Damasco - sono molto fiducioso per il futuro». Il Presidente ha quindi ribadito che non lascerà la guida del Paese, perchè «governo con la volontà del popolo e se lascerò il potere avverrà sempre nel rispetto della volontà popolare«».

Per l'Opposizione il discorso di Assad è un'«incitazione alla violenza» - Il Consiglio nazionale siriano (Cns) ha denunciato da Istanbul il discorso pronunciato oggi dal presidente Bashar al Assad definendolo una «incitazione alla violenza» che fa presagire «un comportamento ancora più criminale» da parte di Damasco. «E' un incitazione alla violenza, un'incitazione alla guerra civile, ci sono parole sulla divisione confessionale che lui stesso ha fomentato e incoraggiato», ha dichiarato in una conferenza stampa Bassma Qodmani, membro del Cns, che comprende la maggior parte delle correnti dell'opposizione.

Lega araba: Damasco protegga osservatori - Il capo della Lega araba, Nabil al Arabi, ha denunciato gli attacchi contro i suoi osservatori in missione in Siria e ha aggiunto di ritenere Damasco responsabile della loro sicurezza. «La Lega araba denuncia le azioni irresponsabili e gli atti di violenza contro i suoi osservatori», ha dichiarato in un comunicato la Lega, aggiungendo che riteneva «il governo siriano pienamente responsabile della protezione» della missione.

Gli USA accusano Assad di negare le proprie responsabilità - Gli Stati Uniti accusano Bashar al-Assad di aver «negato» qualsiasi responsabilità per le violenze in Siria nel discorso pronunciato oggi durante il quale ha affermato che il suo Paese è vittima di un «complotto straniero».
Il presidente siriano Assad «sembra voler negare categoricamente qualsiasi responsabilità (...) quanto al ruolo svolto dai propri uomini» nelle violenze, ha dichiarato Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato.

Parigi: Assad «nega la realtà» e «incita alla violenza» - Il presidente Bashar al Assad «nega la realtà» e «incita alla violenza» in Siria: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, a margine dei colloqui con il collega italiano Giulio Terzi, commentando il discorso del capo dello Stato siriano in cui ha accusato i Paesi stranieri di «complottare» contro Damasco. «E' un discorso agli antipodi rispetto a quello che ci si poteva attendere. Incita alla violenza e al confronto fra le parti. E' una sorta di negazione della realtà», ha dichiarato Juppé.
Assad ha accusato alcuni Paesi stranieri di «complottare» contro la Siria. «Il loro sogno si trasformerà in incubo. Non permetteremo la sconfitta della Siria che significherà il crollo dell'intera regione», ha detto il presidente siriano nel discorso pronunciato oggi alla televisione.