5 dicembre 2021
Aggiornato 15:30
Dopo il voto delle sanzioni da parte della Lega Araba

Siria: Francia, giorni contati per il regime

La replica di Damasco: «Chi vivrà vedrà, se Dio gli darà la vita». Damasco: La nuova Costituzione non darà a Baath ruolo dirigente. L'UE chiede riunione speciale Consiglio diritti umani ONU

PARIGI - I giorni del regime siriano «sono contati», dopo il voto delle sanzioni da parte della Lega araba e le conclusioni di una commissione di inchiesta delle Nazioni Unite che definisce le violenze «crimini contro l'umanità». Lo ha affermato il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé.
«Le cose avanzano lentamente, purtroppo. (...) Ma le cose avanzano perché la Lega araba, che ha un peso considerevole, ha appena deciso un certo numero di sanzioni che isoleranno ancora un po' di più il regime siriano», ha dichiarato alla radio France Info. «I suoi giorni sono contati, è assolutamente ovvio, è completamente isolato attualmente», ha aggiunto.

Il suo omologo siriano, Walid al Moallem, gli ha risposto ironicamente: «Chi vivrà vedrà, se Dio gli darà la vita». La Lega araba ha adottato sanzioni economiche rigorose contro il regime di Bashar al Assad per costringerlo a mettere fine alla sanguinosa repressione in corso da marzo. Parigi ha salutato questa «decisione esemplare».

Juppé se la prende anche con l'ONU - In un comunicato, il ministro francese ha in seguito giudicato che la relazione della commissione d'inchiesta del Consiglio dei diritti umani dell'Onu sulla Siria, pubblicata a Ginevra, fosse «insopportabile». Tutte le atrocità rilevate «rappresentano un vero crimine contro l'umanità commesso dal regime siriano contro il suo popolo», ha sostenuto, invitando il Consiglio a condannare queste violazioni. «Spero che l'idea» dei corridoi umanitari «non sia completamente scartata perché è una necessità» e «il solo modo di ridurre a breve scadenza il martirio delle popolazioni», ha anche dichiarato Alain Juppé su France Info.

Damasco: La nuova Costituzione non darà a Baath ruolo dirigente - La nuova costituzione non darà al partito Baath, al potere dal 1963, il ruolo dirigente in Siria. Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Damasco, Walid al Moallem, durante una conferenza stampa.
«La commissione incaricata di redigere la nuova costituzione terminerà i suoi lavori prossimamente», ha dichiarato il capo della diplomazia.
«Uno degli articoli della costituzione stipulerà il multipartitismo e non ci sarà un primato di un partito su un altro, vale a dire che non ci sarà più menzione dell'articolo 8 nella nuova costituzione che farà concorrenza alle costituzioni più moderne», ha sottolineato.
La costituzione attuale era stata adottata dal Parlamento il 31 gennaio 1973. L'articolo 8 prevede che «il partito Baath amministri lo stato e la società». All'inizio della contestazione a metà marzo, si trattava di una delle rivendicazioni degli oppositori che ora richiedono invece le dimissioni del presidente Bashar al Assad.

L'UE chiede riunione speciale Consiglio diritti umani ONU - La Unione europea (Ue) ha chiesto oggi una riunione speciale del Consiglio per i diritti umani dell'Onu sulla Siria. Lo ha annunciato in una nota l'ufficio dell'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, Catherine Ashton.
«Considerata la gravità della situazione e l'urgenza di una risposta da parte della comunità internazionale, l'Unione europea chiede una Sessione Speciale del Consiglio per i diritti umani dell'Onu», conclude la nota.