Il Governo Papademos ottiene la fiducia del Parlamento di Atene
Il nuovo Esecutivo ha ottenuto la fiducia di 255 deputati sui 293 presenti, 38 hanno votato contro, sette si sono astenuti. Obama chiama Papandreou: Rimarremo al vostro fianco. Juncker vuole una lettera di Atene che riaffermi gli impegni presi
ATENE - Il governo greco del primo ministro Lucas Papademos ha ottenuto la fiducia del parlamento di Atene. Designato la settimana scorsa dal presidente ellenico, Papademos che guida un governo di transizione formato dopo un accordo di tre partiti - socialisti, destra, estrema-destra) ha come obiettivo di ratificare l'accordo europeo per ridurre il debito della Grecia, cruciale per l'avvenire del Paese.
Il nuovo governo di Papademos ha ottenuto la fiducia di 255 deputati sui 293 presenti, 38 hanno votato contro, sette si sono astenuti, ha annunciato il presidente del Parlamento Philippos Petsalnikos al termine della votazione.
Poco prima del voto, Papademos si è detto «ottimista» di vedere la zona euro «superare le sue difficoltà», pochi minuti prima dell'inizio di un voto di fiducia in Parlamento. «Sono ottimista. La zona euro supererà le difficoltà di oggi malgrado divergenze tra i Paesi (...) e i dirigenti prenderanno le decisioni necessarie per garantire la credibilità e stabilizzare il sistema bancario», ha aggiunto.
Obama chiama Papandreou: Rimarremo al vostro fianco - Il Presidente Usa Barack Obama ha chiamato l'ex premier greco Georges Papandreou per esprimere la vicinanza degli Stati Uniti alla Grecia «in questi momenti difficili» di grave crisi del debito.
«I legami tra i popoli americano e greco sono solidi e profondi, e gli Stati Uniti resteranno al fianco della Grecia in questi momenti difficili», ha detto Obama. Stando a quanto precisato dalla Casa Bianca, il Presidente ha voluto ringraziare Papandreou per «i suoi tanti contributi ai rapporti» tra i due paesi. Nato e cresciuto negli Stati Uniti, Papandreou si è dimesso la settimana scorsa, sostituito da Lucas Papademos alla guida di un governo di unità nazionale.
Juncker vuole una lettera di Atene che riaffermi gli impegni presi - I paesi dell'area euro vogliono dalla Grecia e dal suo nuovo governo di salvezza nazionale impegni precisi, nero su bianco, su risanamento e riforme, come prerequisito per l'eventuale versamento della sesta tranche di aiuti al paese. Otto miliardi di euro congelato dopo che Atene aveva paventato l'ipotesi, poi rientrata, di sottoporre a referendum popolare le misure negoziate in cambio degli aiuti Ue.
Ora che ci sta un nuovo governo appoggiato da uno schieramento bipartisan, ma tra ipotesi non chiare sull'attuazione di questi impegni, il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha avvertito: «condizioniamo il versamento della sesta tranche di aiuti all'attuazione di tutte le decisioni prese» a un vertice europei di fine ottobre.
Per questo il capo dell'Eurogruppo ha chiesto che il paese riaffermi per iscritto la sua volontà di attuare queste misure. Intervenendo al parlamento europeo, Juncker ha precisato che i paesi dell'area valutaria discuteranno la questione «prima della fine del mese». Il 29 novembre è calendarizzata una riunione dell'Eurogruppo, tuttavia a inizio novembre era stata evocata la possibilità che ancor prima sulla questione si tenga una consultazione telefonica tra ministri delle Finanze dell'area euro.
Al via colloqui sulla ristrutturazione del debito - Charles Dallara, direttore dell'Istituto per la Finanza Internazionale (Iif) - organismo che gestisce i negoziati fra Atene e le banche creditrici - ha incontrato ad Atene il nuovo Primo ministro ellenico, Lucas Papandreou, e il suo ministro delle Finanze Evangelos Venizelos.
In agenda il piano di salvataggio europeo approvato a Bruxelles il 37 ottobre scorso e in particolare «la partecipazione dei creditori privati», secondo fonti del Ministero delle Finanze greco. Venizelos aveva definito «urgente» il varo della procedura di ristrutturazione del debito, che prevede la cancellazione del 50% del debito ellenico verso i privati e che dovrebbe ridurre il rapporto deficit-Pil entro il 2020 fino al 120% contro il 160% attuale.
Secondo la stampa ellenica la proposta del governo greco è la seguente: per ogni obbligazione da 100 euro l'investitore riceverà una nuova obbligazione dal valore nominale di 40, 35 o 30 euro, con una cedola del 6% e un versamento in contanti proporzionale alla data di scadenza dell'obbligazione originale: 10 euro per i titoli in scadenza oltre il 2020, 15 euro per quelli con scadenza compresa fra il 2014 e il 2020 e 10 euro per quelli con scadenza entro il 2014.
Per quel che riguarda invece le banche le proposte sarebbero due: la prima prevede una svalutazione del 50% sui 141 miliardi di euro di titoli detenuti dalle istituzioni internazionali e la sostituzione con nuove obbligazioni a scadenza 22 anni e con un tasso di interesse del 7%, o una cedola compresa fra il 5,5% e il 7,5%; i creditori riceveranno inoltre garanzie per un valore complessivo di 29,75 miliardi di euro, provenienti dal Fondo di Stabilità europeo.
La seconda invece prevede una svalutazione del 37% delle obbligazioni per un totale di 65 miliardi di euro, scambiati con nuove obbligazioni a scadenza 15 anni e con una cedola dell'8%; le due proposte equivalgono sostanzialmente a una riduzione del debito di 94,5 miliardi di euro.
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