15 luglio 2024
Aggiornato 17:00
Domani vertice della Lega Araba a Rabat

Gli USA alla Lega Araba: serve un «messaggio energico» a Damasco

La richiesta arriva direttamente dal Dipartimento di Stato americano. Le Autorità siriane ordinano il rilascio di 1.180 manifestanti detenuti. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna gli attacchi alle Ambasciate. Ankara: «giusta» la sospensione di Damasco dalla Lega Araba

WASHINGTON - La Lega Araba deve inviare alla Siria un «messaggio energico» in occasione del vertice dei Ministri degli Esteri dell'organizzazione panaraba, in programma domani a Rabat: lo ha reso noto il Dipartimento di Stato americano.
«Continuiamo a vedere allargarsi il fronte delle pressioni internazionali contro (il presidente siriano Bashar) Assad: auspichiamo che domani la Lega Araba invii un messaggio energico ad Assad, permettere una transizione democratica e mettere fine alla violenza contro il suo popolo», ha concluso il portavoce del Dipartimento, Mark Toner.
Nel vertice si discuterà anche la possibilità di inviare in Siria 500 osservatori, piano subordinato tuttavia al via libera delle autorità di Damasco. Sabato la Lega Araba aveva deciso di sospendere la Siria minacciando Damasco di sanzioni se non avesse applicato il piano di pace dell'organizzazione panaraba, formalmente accettato dalle autorità siriane il 2 novembre scorso.

Le Autorità siriane ordinano il rilascio di 1.180 manifestanti detenuti - Le autorità siriane hanno ordinato il rilascio di 1.180 detenuti coinvolti nelle proteste antigovernative contro il regime del presidente Bashar al Assad: lo ha annunciato la televisione di Stato siriana, specificando che si tratta di persone «che non si sono macchiate di reati di sangue». Altri 533 detenuti erano stati rilasciati il 5 novembre scorso in occasione della festa musulmana dell'Eid al Adha; il provvedimento arriva pochi giorni dopo la sospensione della Siria dalla Lega Araba, decisa dopo che Damasco ha lasciato inapplicato il piano di pace dell'organizzazione panaraba, che pure aveva accettato formalmente il 2 novembre scorso e che prevedeva la fine della repressione.
Secondo le cifre fornite dalle organizzazioni siriane per la difesa dei diritti umani dal 15 marzo ad oggi almeno 3.500 persone sono rimaste vittime della repressione, 70 nella sola giornata di ieri.

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna gli attacchi alle Ambasciate - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato «con la massima fermezza» gli attacchi contro numerose Ambasciate e consolati avvenuti sabato scorso a Damasco e in altre località siriane.
Il Consiglio ha espresso la propria «profonda preoccupazione per un eventuale ripetersi degli attacchi» e ha chiesto alle autorità siriane di «proteggere le sedi diplomatiche e il relativo personale, rispettando gli obblighi internazionali a riguardo».
Nella notte fra sabato e domenica centinaia di sostenitori del regime del presidente Bashar al Assad hanno attaccato le Ambasciate saudita, qatariota e turca a Damasco, così come alcuni consolati in altre città; sempre sabato la Lega Araba aveva deciso di sospendere la Siria minacciando Damasco di sanzioni se non avesse applicato il piano di pace dell'organizzazione panaraba, formalmente accettato dalle autorità siriane il 2 novembre scorso.

Ankara: «giusta» la sospensione di Damasco dalla Lega Araba - La decisione adottata sabato scorso dalla Lega Araba di sospendere la Siria è «giusta»: lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, in visita a Rabat dove domani si svolgerà un vertice ministeriale della Lega Araba alla quale parteciperà anche il capo della diplomazia turca.
«Il regime siriano non ascolta il suo popolo e persiste nella sua strategia della repressione», ha sottolineato Davutoglu, aggiungendo che il suo governo è «pronto ad incontrare e ascoltare tutti i rappresentanti dell'opposizione siriana».

Le Monarchie del Golfo: No a vertice straordinario della Lega Araba - Le monarchie arabe del Golfo sono contrarie lo svolgimento di un vertice straordinario della Lega Araba, chiesto ieri da Damasco per discutere la crisi siriana: lo ha affermato il Segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), Abdelatif Zayani.
Il Segretario generale della Lega Araba, Nabil Al-Arabi - che ha incontrato ieri una delegazione dell'opposizione siriana - aveva reso noto di aver ricevuto una lettera da Damasco nella quale il regime proponeva una riunione straordinaria della Lega per discutere la crisi siriana: la missiva è stata trasmessa ai 22 Paesi membri, almeno 15 dei quali dovranno approvare il vertice perché questo possa svolgersi.
Il Ccg ritiene però inutile la tenuta di un vertice straordinario in vista del fatto che già domani a Rabat è in programma una riunione dei Ministri degli Esteri della Lega nella quale si discuterà anche la possibilità di inviare in Siria 500 osservatori, piano subordinato tuttavia al via libera delle autorità di Damasco.

Il Governo siriano sospende i pagamenti alla Total - Il governo siriano ha sospeso i pagamenti all'azienda petrolifera francese Total per la produzione di greggio nel Paese, due mesi dopo le sanzioni europee e statunitensi contro Damasco: lo ha reso noto la stessa compagnia, senza specificare da quale data siano cessati i pagamenti.

Principe Saudita: dimissioni Assad inevitabili - Le dimissioni del presidente siriano Bashar al Assad parrebbero ormai «inevitabili»: lo ha dichiarato l'ex ambasciatore saudita presso gli Stati Uniti, principe Turki Al-Faisal, dopo che ieri il monarca giordano Abdallah II, primo fra i dirigenti arabi, aveva chiesto al leader di Damasco di abbandonare il potere.
Turki Al Faisal - fratello del Ministro degli Esteri Saud e considerato suo possibile successore - non occupa attualmente alcuna carica ufficiale ma le sue opinioni riflettono spesso quelle delle autorità saudite.