14 luglio 2020
Aggiornato 21:31
Teheran alza i toni: Non rinunciamo al nucleare

Iran, USA «rafforzeremo la pressione» dopo il rapporto AIEA

L'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) accusa Teheran di aver cercato di dotarsi di armi nucleari. Londra e Parigi: Nuove sanzioni se Teheran non collabora. Mosca: Nulla di fondamentalmente nuovo nel rapporto AIEA. Israele: Fermare la corsa di Teheran all'atomica

WASHINGTON - Gli Stati Uniti consulteranno alleati e partner per «valutare come rafforzare la pressione» sull'Iran, alla luce del rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) in cui si accusa Teheran di aver cercato di dotarsi di armi nucleari. «Stiamo valutando tutte le possibilità», ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, sottolineando come le accuse mosse dall'Aiea siano «molto gravi» e «l'Iran deve collaborare in modo credibile e trasparente con l'Aiea per rispondere alle preoccupazioni».
Toner ha quindi aggiunto che il rapporto «dimostra quello che gli Stati sanno e dicono da anni, e cioè che l'Iran ha avuto un programma di armi nucleari, e che spetta a Teheran dimostrare di aver rinunciato al suo piano di sviluppo di armi nucleari».

Teheran alza i toni: Non rinunciamo al nucleare - Si inaspriscono i toni dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) nel suo ultimo rapporto ha accusato l'Iran di aver lavorato negli ultimi otto anni per dotarsi della bomba atomica. L'ambasciatore iraniano presso l'Aiea, Ali Asghar Soltanieh, ha avvertito oggi che il suo paese non abbandonerà «mai» il programma atomico, garantendo comunque il rispetto dei «suoi obblighi nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare».
Anche il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha ribadito che l'Iran «non arretrerà di una virgola» sul suo programma atomico, mentre il capo di Stato maggiore aggiunto delle forze iraniane, il generale Massud Jazayeri, ha minacciato che Israele sarà «distrutto» se attaccherà i siti nucleari iraniani. «La centrale (nuclerare israeliana) di Dimona è il sito più accessibile che noi possiamo prendere di mira, e noi abbiamo capacità ancora più importante. «Alla minima azione di Israele, noi assisteremo alla sua distruzione», ha avvertito il generale Jazayeri, citato dalla tv iraniana in lingua araba Al Alam.

Londra e Parigi: Nuove sanzioni se Teheran non collabora con l'Aiea - Parigi e Londra raccomandano «nuove e dure sanzioni» contro l'Iran qualora Teheran si rifiutasse di collaborare sul dossier nucleare. Lo ha affermato la presidenza francese in un comunicato diffuso oggi al termine di un vertice a Londra di «un gruppo di alto livello» franco-britannico.
I due Paesi «hanno espresso forte preoccupazione per l'aspetto militare del programma nucleare iraniano alla luce del rapporto diffuso dall'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) e hanno affermato la loro determinazione a cercare nuove e dure sanzioni se l'Iran si rifiuta di cooperare», si legge nel comunicato.

Mosca: Nulla di fondamentalmente nuovo nel rapporto AIEA - La Russia ritiene che nel rapporto sull'Iran dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), presentato ieri, non vi sia nulla «di fondamentalmente nuovo» e non fa che cercare di creare «l'impressione» di una componente militare nel programma atomico di Teheran. L'ha detto oggi il ministero degli Esteri russo in un comunicato, dopo che il viceministro Gennady Gatilov ha chiarito che Mosca s'opporrà a nuove sanzioni nei confronti dell'Iran.
«Sulla base delle nostre prima valutazioni, non ci sono nel rapporto elementi fondamentalmente nuovi», ha dichiarato il ministero. «Si tratta - ha continuato - di fatti conosciuti, ai quali viene data un'interpretazione politicizzata». Secondo il ministero, «quando non ci sono prove convincenti, gli autori hanno fatto ricorso a supposizioni e sospetti, giocano con le informazioni con lo scopo di creare l'impressione di una pretesa nel programma nucleare iraniano».
Un approccio che, secondo Mosca, non può essere considerato «professionale e obiettivo» che porta «involontariamente» allo spirito dell'episodio delle «armi di distruzione di massa 'detenute' dal regime di Saddam Hussein». Il riferimento è al «casus belli» per l'attacco Usa nel 2003 all'Iraq, cioè la presenza di armi di distruzione di massa che non sono state mai trovate. In realtà, all'epoca l'Aiea guidata da Mohamed ElBaradei non avallò le rivelazioni americane sulle presunte armi irachene.

Israele: Fermare la corsa di Teheran all'atomica - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto alla comunità internazionale di «arrestare la corsa iraniana verso un'arma nucleare, minaccia per la pace nel mondo e in Medio Oriente», all'indomani della pubblicazione del rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) sui programmi nucleari di Teheran.

Frattini: Il rapporto alimenta forti preoccupazioni - «I contenuti del rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) non possono che alimentare forti preoccupazioni sulla reale natura del programma nucleare iraniano». Ad affermarlo è il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, il quale sottolinea come il quadro fornito dall'Aiea, fondato su informazioni coerenti e credibili, renda ancora più grave la situazione di mancato rispetto da parte dell'Iran degli obblighi internazionali in relazione al programma nucleare nazionale e delle numerose risoluzioni che sono state adottate dal Consiglio dei Governatori dell'Aiea e dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
E' ora necessario e urgente un dettagliato riscontro da parte di Teheran, al fine di dissipare tali preoccupazioni.
In attesa di tale risposta l'Italia - che mantiene uno stretto concerto con i principali partner e con l'insieme dell'Unione Europea - ritiene che le informazioni contenute nel rapporto dell'Aiea e la necessità di prevenire i pericolosi effetti destabilizzanti di un Iran dotato dell'arma atomica chiamino in causa la responsabilità di tutti gli attori internazionali e una loro ferma presa di posizione, a cominciare dal Consiglio dei Governatori che si riunirà a Vienna il 17 novembre prossimo.
«Auspico che l'Iran», conclude Frattini in una nota della Farnesina, «si renda conto che è innanzi tutto nel suo interesse rassicurare il mondo sulla natura pacifica del suo programma nucleare. Obiettivo - conclude Frattini - che Teheran può perseguire solo attraverso una concreta, genuina e trasparente collaborazione con l'Aiea».