5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00

USA: I Leader arabi hanno offerto asilo ad Assad

Il Dipartimento di Stato americano: ritengono «inevitabile» il cambiamento. Aumenta a 10 il numero dei civili uccisi oggi dalle Forze del regime. Cairo, gli Oppositori siriani bloccati all'ingresso della sede della Lega araba

WASHINGTON - Alcuni leader arabi hanno informato gli Stati Uniti di aver offerto asilo al Presidente siriano Bashar Al Assad, per convincerlo a dimettersi di fronte alla rivolta in atto da mesi nel Paese. Lo ha dichiarato oggi al Senato americano un funzionario del dipartimento di Stato.
«Quasi tutti i leader arabi dicono la stessa cosa: il regime di Assad deve finire. Il cambiamento in Siria è inevitabile», ha detto Jeffrey Feltman, il segretario di Stato aggiunto per il Medio Oriente, riferendo davanti a una sottocommissione degli Affari Esteri del Senato. «Alcuni leader arabi hanno già iniziato a proporre l'asilo ad Assad per indurlo a lasciare con calma e rapidamente», ha aggiunto Feltman.

Aumenta a 10 il numero dei civili uccisi oggi dalle Forze del regime - E' aumentato a dieci il numero dei civili uccisi oggi dai colpi delle forze di sicurezza siriane, nella repressione del movimento di sommossa popolare contro il regime del presidente Bashar al Assad. Lo ha indicato l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh).
«Cinque civili sono stati uccisi nel quartiere di Barzé a Damasco, altri tre tra cui un bambino sono morti sotto i colpi delle forze del regime a Inkhel nella regione di Daraa e gli altri due sono morti a Homs», nel centro del Paese, ha precisato l'Osdh in un comunicato.

Cairo, gli Oppositori siriani bloccati all'ingresso della sede della Lega araba - Decine di manifestanti siriani hanno impedito oggi al Cairo ad una delegazione di oppositori siriani, fra cui lo scrittore Michel Kilo e il militante Haitham Manaa, di entrare nella sede della Lega araba dove dovevano essere ricevuti in vista di una riunione sabato sulla Siria. I manifestanti hanno anche lanciato uova sulla delegazione e uno solo dei suoi membri è riuscito ad entrare. Uno dei manifestanti, Moumen Kwayfati, ha definito gli oppositori «traditori comprati dal regime», rimproverando loro di non chiedere il congelamento dell'adesione della Siria all'organizzazione panaraba né l'attivazione di una no fly zone.
Tutte misure reclamate dal Consiglio nazionale siriano (Cns), una coalizione che comprende la maggioranza delle correnti dell'opposizione al regime del presidente Bashar al Assad.
Haitham Manaa, un ex detenuto politico esiliato in Francia, e Michel Kilo, che vive in Siria, militano contro Assad ma né loro né gli altri membri della loro delegazione appartengono al Cns.
Il Cns ha annunciato ieri di aver lanciato una campagna presso dei Paesi arabi per reclamare delle misure severe contro Damasco, dopo otto mesi di violenze costate 3.500 morti, secondo l'Onu.
Una delegazione del Cns è inoltre attesa alla Lega araba l'11 e il 12 novembre sono per delle riunioni ministeriali sulla Siria per chiedere che la Lega sospenda l'adesione di Damasco e imponga delle sanzioni economiche e diplomatiche al regime. Il Cns chiede anche che il regime sia perseguito dalla Corte penale internazionale per violazioni dei diritti umani e «genocidio» e di sostenere gli sforzi dell'Onu per garantire une protezione alla popolazione civile in Siria, a Homs in particolare.