14 luglio 2020
Aggiornato 21:01
L'accusa del rapporto AIEA

AIEA: L'Iran sta realizzando ordigni nucleari

L'Agenzia per l'energia atomica: Teheran sta pianificando sperimentazioni per condurre un test nucleare militare. «Aiutati da un esperto russo». Secca la replica: «Sono notizie false e vecchie». Ma anche un monito: «Gli Stati Uniti non potranno colpirci senza pesanti ritorsioni»

VIENNA - L'Agenzia internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) ha espresso «gravi preoccupazioni» sul carattere militare del programma nucleare iraniano, sulla base di informazioni «credibili» in suo possesso. Lo si legge sul rapporto diffuso dalla stessa Agenzia sul sito dell'Istituto di scienze e sicurezza internazionale.
L'Aiea «nutre gravi preoccupazioni sulla possibile dimensione militare del programma nucleare iraniano», scrive l'Agenzia nel documento, dicendo di fondare le sue valutazioni su informazioni «credibili» che portano a ritenere che «l'Iran abbia condotto attività volte a sviluppare un dispositivo esplosivo nucleare».
Le informazioni raccolte dall'Aiea indicano che «prima del 2003, queste attività si sono svolte nel quadro di un programma strutturato e che certe attività potrebbero essere sempre in corso». Secondo il rapporto, riferisce la BBC, alcune delle ricerche analizzate dall'Aiea, condotte nel 2008-2009, sono «particolarmente preoccupanti» in quanto «l'applicazioni di questi studi a qualsiasi cosa che non sia un'esplosione nucleare non è chiara all'agenzia».
Per lo sviluppo di certe attività nucleari vietate, l'Iran ha beneficiato dell'aiuto «di una rete nucleare clandestina», sottolinea l'Agenzia dell'Onu, un'affermazione confortata anche da notizie di stampa, uscite nei mesi scorsi, secondo cui esperti russi e pachistani avrebbero aiutato Teheran.
L'Aiea - che per la realizzazione del rapporto ha beneficiato di informazioni fornite da servizi segreti di dieci Paesi membri - esorta l'Iran a mettersi in contatto con l'Agenzia «senza rinvii» per chiarire queste informazioni, allegate al rapporto.

Ahmadinejad: Non ci serve l'arma nucleare per affrontare gli USA - L'Iran «non ha bisogno della bomba nucleare» per far fronte agli Stati Uniti e i suoi alleati: lo ha detto oggi il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla vigilia della pubblicazione del rapporto dell'Aiea sul presunto programma nucleare militare di Teheran.
«Gli Stati Uniti che hanno 5.000 bombe atomiche ci accusano con impudenza di fabbricare l'arma atomica, ma devono sapere che se vogliamo tagliare la mano che hanno allungato sul mondo non abbiamo bisogno della bomba atomica», ha dichiarato Ahmadinejad citato dalla televisione di Stato.
«Possiamo raggiungere i nostri obiettivi utilizzando il pensiero, la cultura e la logica», ha aggiunto il presidente iraniano accusando gli Stati Uniti di saccheggiare le ricchezze dei popoli e di umiliarli. «Se gli Stati Uniti vogliono tenere testa alla nazione iraniana, si rammaricheranno della nostra risposta», ha aggiunto il presidente.
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica pubblicherà oggi una nuova relazione che dovrebbe, secondo gli occidentali, portare nuovi indizi a sostegno delle loro accuse sul sospetto programma nucleare iraniano.

Russia: Il rapporto Aiea è stato trasformato in fonte di tensione - La Russia ha giudicato martedì che La pubblicazione in queste ultime settimane di conclusioni della relazione dell'Aiea (agenzia internazionale per l'energia atomica) sul programma nucleare dell'Iran ha alimentato le «tensioni» tra le grandi potenze e Teheran. Lo ha affermato il governo della Russia, in un comunicato diffuso dal suo ministero degli Esteri.
«Mosca è fortemente delusa e non comprende perché il rapporto dell'Aiea sull'Iran, sul quale molto è stato detto e scritto in questi ultimi giorni, sia stato trasformato in una nuova fonte di aumento delle tensioni intorno ai problemi collegati con il nucleare iraniano», ha indicato il ministero.

Barak: Israele può attaccare senza il via libera degli USA - Israele non ha bisogno del via libera degli Stati Uniti per condurre un attacco contro i siti nucleari iraniani. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, in una intervista a Radio Israele, secondo quanto riporta il sito web del Jerusalem Post. «Israele è uno Stato sovrano», ha affermato Barak, che si è detto scettico sulla effettiva volontà della comunità internazionale di fermare il programma nucleare iraniano.
Il ministro della Difesa israeliano ritiene comunque che il nuovo rapporto sull'Iran che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica sta per rilasciare - e che dimostrerebbe come Teheran non abbia mai smesso di lavorare per costruire la bomba atomica - rappresenta la migliore occasione per imporre «sanzioni mortali» contro il regime iraniano.
Barak a Radio Israele ha detto anche che Gerusalemme non vuole entrare in guerra con l'Iran; ma nel caso vi fosse trascinato contro la sua volontà, il ministro esclude che vi saranno perdite consistenti. «Non ci saranno 500.000 morti, ma neanche 5.000 0 500», ha affermato.

Medvedev: Teheran rispetti gli obblighi internazionali - L'Iran deve rispettare gli impegni presi a livello internazionale sul controllo del suo programma nucleare. L'ha affermato oggi il presidente russo Dmitri Medvedev, dopo che ieri il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha sostenuto che un intervento militare contro Teheran sarebbe un errore.
Medvedev - secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax - ha spiegato che, in diverse occasioni, Mosca ha chiesto all'Iran di comportarsi in maniera responsabile. «Durante i miei recenti contatti con la leadership iraniana, compreso il presidente, mi è stato assicurato in varie occasioni che sono pronti a fornire le prove e interagire con le altre parti coinvolte nei negoziati», ha spiegato il presidente russo, che è in visita in Germania. «Sfortunatamente - ha continuato - non si sono visti progressi in questa direzione».
In ogni caso, Medvedev ha ribadito la contrarietà russa a una prova di forza contro l'Iran o contro altri paesi della regione.
«Rispetto alle dichiarazioni bellicose sul fatto che Israele o qualcun altro possa usare la forza contro l'Iran o contro qualsiasi altro paese in Medio Oriente, si tratta di una retorica guerrafondaia», ha sostenuto. «Noi comprendiamo che le emozioni sono forti in Medio Oriente, siamo consapevoli in quale situazione si trova qualche paese e che il processo di pace è a un punto morto e non si vedono progressi», tuttavia, ha continuato, «se si alza un'ondata militarista in queste condizioni, se si lanciano minacce contro qualcuno, potrebbero esserci gravi conseguenze, compreso un conflitto». Quindi, ha concluso il numero uno del Cremlino, «io penso che tutti dovrebbero prendersi una pausa, calmarsi e continuare una discussione costruttiva sulle questioni in agenda, invece di minacciare si usare la forza».

La Cina chiede a Teheran una cooperazione trasparente con l'Aiea - La Cina ha chiesto oggi all'Iran di cooperare «in modo trasparente» con l'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea), che si accinge a pubblicare un nuovo rapporto sul nucleare iraniano.
Teheran deve «dare prova di flessibilità e trasparenza e impegnarsi in una cooperazione seria con l'agenzia», mentre l'Aiea deve dimostrarsi «giusta e obiettiva», ha detto oggi Hong Lei, portavoce del ministero degli Esteri cinesi.