19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Relazioni internazionali | Crisi Mediorientale

Peres a Teheran: Attacco «sempre più verosimile»

Il Presidente israeliano: Per l'Intelligence di vari Paesi l'«Iran vicino all'arma atomica». Intanto Teheran respinge le «future» accuse dell'Aiea. Il Ministro degli Esteri Salehi: «Basate su documenti falsi»

GERUSALEMME - Il presidente israeliano Shimon Peres ha ribadito ieri notte in una intervista ad una televisione israeliana, che «un attacco all'Iran» da parte di Israele e di altri Paesi è «sempre più verosimile».
«I servizi di intelligence dei diversi Paesi che sorvegliano l'Iran sono preoccupati e spingono i loro responsabili politici a denunciare che l'Iran è vicino ad ottenere l'arma atomica», ha dichiarato Peres alla seconda emittente privata della tv israeliana. «Bisogna rivolgersi a questi Paesi perché rispettino i loro impegni. E' ciò che deve essere fatto, e c'è una lunga lista di opzioni», ha detto ancora Peres.
Due giorni fa il presidente israeliano in una intervista a Channel 2 aveva già dichiarato che Israele era «più vicino a ricorrere all'opzione militare che a trovare una soluzione diplomatica contro la minaccia» del programma nucleare di Teheran, sottolineando che l'Iran era molto vicino alla produzione della bomba atomica.

La questione divide il Governo Netanyahu - L'ipotesi di un attacco preventivo di Israele contro le installazioni nucleari dell'Iran ha ripreso corpo negli ultimi giorni a seguito di una serie di indiscrezioni pubblicate dai media israeliani secondo le quali la questione divideva il gabinetto di Benjamin Netanyahu. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, la maggior parte dei 15 membri del gabinetto di sicurezza israeliano è per il momento contrario ad un attacco.
Ministri e diplomatici sono del parere che il prossimo rapporto dell'Aiea dell'8 novembre, avrà un effetto decisivo sulle decisioni del governo dello Stato ebraico.
Giovedì intanto Israele ha proceduto ad una vasta esercitazione difensiva simulando un attacco di missili nella regione di Tel Aviv. I media israeliani hanno anche riferito i una esercitazione condotta di recente da 14 aerei israeliani in Sardegna in cooperazione con l'aviazione italiana per addestrarsi a delle missioni «a lunga distanza» che necessitano dei rifornimenti in volo.

Teheran respinge le «future» accuse dell'Aiea - L'Iran respinge anticipatamente le accuse dell'atteso rapporto dell'Aiea dell'8 novembre di una dimensione militare del suo programma nucleare: secondo il suo ministro degli Esteri, Ali Akbar Salehi, citato oggi dalla stampa, sono basate su dei «documenti falsi».
«La propaganda (occidentale) comincia a dire che il prossimo rapporto dell'Aiea presenterà dei documenti su delle attività dell'Iran in materia di missili ma l'agenzia lo ha già detto prima presentando questi documenti e noi gli abbiamo già risposto», ha dichiarato Salehi, citato dall'agenzia Isna. «Noi riteniamo che questi documenti sono falsi e abbiamo ripetuto che sono privi di fondamento», ha aggiunto il ministro, intervenendo ieri notte a margine di un incontro con il suo omologo del Burundi. «Ma se l'Aiea insiste a volerli utilizzare, noi siamo pronti ad affrontarli una volta per tutte», ha aggiunto Salehi.
Il rapporto dell'Aiea potrebbe giustificare un attacco militare preventivo di Israele contro l'Iran, secondo i media dello Stato ebraico che da giorni pubblicano indiscrezioni relative ad un vivo dibattito fra i vertici del Paese sulla opportunità di un tale intervento.
Secondo fonti diplomatiche dell'agenzia dell'Onu, il nuovo rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica dovrebbe contenere nuovi indizi degli sforzi iraniani di sviluppare delle testate nucleari e dei missili in grado di trasportarle.