13 giugno 2021
Aggiornato 08:00
Russia: elezioni ed economia

Putin in Cina, opposizione in piazza a Mosca: 50 arresti

Il Presidente russo: «Il tandem con Medvedev è, è stato e sarà vincente. Gli Usa parassitari sul monopolio del dollaro. I problemi dell'Europa sono più politici che economici»

MOSCA - La polizia ha arrestato 50 persone che hanno tentato di tenere una manifestazione non autorizzata su piazza del Trionfo a Mosca. Lo ha detto un rappresentante del partito di opposizione extraparlamentare «Altra Russia» Alexander Averin. Il servizio Stampa del Ministero degli Interni, a sua volta, ha detto che circa 15 persone sono state fermate. I partecipanti al raduno sono arrivati sul posto con striscioni e slogan «Elezioni senza opposizione sono un crimine».
Oltre ai partecipanti di «Altra Russia» di Kasparov - nemico giurato di Vladimir Putin, candidato per la terza volta al Cremlino - alla manifestazione hanno partecipato gli attivisti di «Solidarnosc», «Zashita-Difesa», «Fronte di sinistra» e altri gruppi. Secondo il sito Kasparov.Ru durante gli arresti alcuni leader dell'opposizione sono stati picchiati.
Gli oppositori intendono tornare su Piazza del Trionfo ogni martedì sino al 4 dicembre, il giorno delle elezioni parlamentari: da Altra Russia si annuncia l' intenzione di organizzare una protesta di massa.

Cremlino: Kudrin lascerà anche altri incarichi internazionali - La «partita Kudrin» sembrava ancora aperta e invece il Cremlino e il presidente Dmitri Medvedev intendono chiuderla definitivamente. L'ex vice primo ministro e ministro delle finanze Alexei Kudrin, «lascerà l'incarico in tutte le strutture, comprese quelle internazionali, dove ha rappresentato la Russia», ha detto il consigliere economico del presidente russo, Arkady Dvorkovich.
E' dunque ancora oggi è lotta aperta tra Aleksey Kudrin e Medvedev. Kudrin, che ha guidato il Tesoro per undici anni, il 26 settembre è stato licenziato a causa di disaccordi con il presidente su questioni chiave della politica finanziaria, in particolare per quanto riguarda le spese militari. Fonti di TMNews avevano parlato di aspirazioni di Kudrin a diventare premier il prossimo anno, ma tali speranze erano state deluse lo scorso 24 settembre quando Medvedev e il premier Vladimir Putin avevano annunciato un prossimo scambio di ruoli.
A quel punto Kudrin da Washington aveva annunciato di non voler lavorare per Medvedev al governo. Altre fonti di TMNews hanno lasciato intendere che lo stesso Putin non aveva gradito tale annuncio pubblico e si sarebbe aspettato invece che il ministro avesse esposto la propria posizione direttamente a lui.
Più tardi, l'ex ministro delle Finanze è stato espulso da un certo numero di comitati e gruppi di lavoro, sulla gestione di fondi della Comunità Economica Eurasiatica, sui rapporti con il Fondo Monetario Internazionale e con la Banca Mondiale. Tuttavia, Kudrin ha mantenuto il posto di presidente del Consiglio nazionale delle banche (NBS) e presidente per i Mercati Finanziari. Dvorkovich ha comunque spiegato ai giornalisti che il presidente russo ritiene necessario utilizzare l'esperienza di Kudrin, come economista. Per questo sino alla nomina del nuovo ministro delle Finanze ricoprirà tali ruoli.

Putin: «Il tandem con Medvedev è, è stato e sarà vincente» - E' vincente il tandem politico con l'attuale leader del Cremlino Dmitri Medvedev. Parola del primo ministro russo Vladimir Putin, neocandidato alla presidenza per il terzo mandato non consecutivo e attualmente in visita a Pechino. Secondo lui, l'idea dell'avvicendamento - quella che viene definita la tandemocrazia - «rafforza il sistema di governance in Russia», ha detto Putin.
In un'intervista con i media cinesi, Putin ha detto che il 'tandem' merita un elogio per il successo e le dinamiche socio-economiche della Russia nel periodo 2008-2009, prima della crisi economica globale, ma anche per aver minimizzato le conseguenze della crisi per la Russia, e per avere un ben congegnato piano d'azione per gli anni a venire. «Contiamo sul sostegno degli elettori, perché crediamo che abbiamo superato un periodo molto difficile della vita del nostro Paese causato dalla crisi finanziaria globale con perdite minime», ha detto Putin ai giornalisti cinesi.

«Gli Usa parassitari sul monopolio del dollaro» - Vladimir Putin, in un'intervista rilasciata oggi ai media cinesi, ha attaccato il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale, sostenendo che il suo quasi-monopolio permette agli Stati uniti un ruolo parassitario nell'economia mondiale.
«Io non dico che gli Usa sono parassitari per l'economia mondiale. Essi sono parassitari in relazione allo status di monopolio del dollaro come quasi unica valuta di riserva mondiale», ha detto Putin ai media cinesi, ripreso dall'agenzia di stampa Interfax. Questo, a dire del premier russo, è un male per l'economia mondiale e per gli Stati uniti stesso, perché li spinge a rilassarsi e violare la disciplina finanziaria.
Putin ci ha comunque tenuto a dire che la sua non è una critica agli Usa in sè. «Io non voglio che nessuno percepisca queste parole come una secca critica o un desiderio di gettar fango su nessuno: no. Ogni paese affronta i suoi problemi. Non c'è nulla di cui essere fieri. Bisogna solo che pensiamo assieme con i colleghi europei e statunitensi, coi paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, ndr.), nel quadro del G20, per esempio, a come superare questa situazione», ha chiarito il primo ministro. «Siamo tutti, fino a un certo punto, sulla stessa barca dei processi di globalizzazione».
Il primo ministro ha detto che la Federal Reserve Usa, attualmente, sta comprando bond del tesoro. Di fatto «sta soltanto stampando moneta», ha chiarito. Per inciso, si tratta di una politica che la Cina - dove oggi e domani il premier russo si trova in visita di stato - non gradisce affatto. «Io - ha detto Putin - non voglio dare alcun giudizio su questo caso. Forse i colleghi Usa pensano che sia meglio di quel che facciamo negli altri paese, ma loro in passato ci hanno avvertiti di non agire in questa maniera».

«La Russia spera nella fine dei negoziati per adesione all'OMC entro il 2011» - La Russia spera che i negoziati d'adesione all'Organizzazione mondiale per il commercio (Omc, in inglese Wte, ndr.) vengano completati entro la fine dell'anno. «Io realmente vorrei e spero che possiamo completare questo processo quest'anno. Abbiamo fatto tutto quel che potevamo perché questo accada», ha detto Putin in un'intervista con media cinesi, ripresa dall'agenzia di stampa Interfax.
Putin ha chiarito che tutti i problemi tecnico-economici sono stati risolti e la questione a questo punto è politica. «Questo - ha detto il premier russo - dipende dai nostri principali partner».

«Il commercio bilaterale con la Cina raggiungerà quest'anno i 70 miliardi di dollari» - Il commercio bilaterale tra Russia e Cina dovrebbe superare quest'anno i livelli pre-crisi, arrivando almeno a 70 miliardi di dollari. L'ha affermato oggi il primo ministro russo Vladimir Putin, nel primo giorno della sua visita a Pechino, dopo aver incontrato il suo omologo cinese Wen Jiabao. «Stiamo raggiungendo un livello totalmente nuovo nel commercio. Sottolineo che nel 2008, prima della crisi, il nostro picco è stato inferiore ai 56 miliardi di dollari. Questo era il livello pre-crisi. E quest'anno noi arriveremo almeno a 70 miliardi e forse anche di più, vicini agli 80», ha detto Putin, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax. La Cina è recentemente diventata il principale partner commerciale della Russia, superando la Germania. Putin ha espresso fiducia che l'obiettivo di raggiungere i 100 miliardi di dollari entri il 2015 e 200 miliardi entro il 2020 sarà rispettato.

«I problemi dell'Europa sono più politici che economici» - La crisi del debito in Europa ha una natura più politica che economica. L'ha sostenuto oggi il primo ministro Vladimir Putin nel primo giorno di visita a Pechino, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax.
«I problemi del debito esistono e sono un risultato di una mancanza di disciplina finanziaria, ma questo è un problema ancor più politico che finanziario», ha detto il capo del governo russo. «In ogni caso, io non penso che i paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina, ndr.) possano avere un ruolo speciale su questo tema. I principali paesi d'Europa hanno abbastanza risorse per risolvere questi problemi». In ogni caso, Putin vede un segnale positivo dalla decisione europea di aiutare le proprie banche.