21 aprile 2021
Aggiornato 10:30
Elezioni in Belgio

I nazionalisti vincono nelle Fiandre, i socialisti al Sud

Storico risultato nelle elezioni politiche. Elio Di Rupo, leader del Ps, probabile Premier in un governo di coalizione

BRUXELLES - Uno «tsunami», un «terremoto»: la stampa belga non usa mezzi termini per enfatizzare la portata storica del risultato delle elezioni politiche di ieri, con la vittoria scontata, ma maggiore del previsto, dal partito nazionalista (e indipendentista) fiammingo di Bart De Wever. Un esito clamoroso in un paese che finora aveva allontanato lo spettro della scissione fra le Fiandre a Nord e il Sud francofono, accusando gli osservatori stranieri di fornire interpretazioni viziate da un'eccessiva drammatizzazione. Oggi i francofoni sanno che non sarà più possibile temporeggiare, e che è arrivato il momento di negoziare sul serio con i fiamminghi il futuro del Belgio.

Ma un altro dato importante da considerare è l'ampio successo fra i partiti francofoni del Ps di Elio Di Rupo. Una vittoria anche in questo caso prevista, che è stata confermata al di là delle aspettative e resa più solida dal buon recupero dei 'cugini' socialisti dell'Sp.A nelle Fiandre. Il risultato è che, sebbene la N-Va di De Wever, con quasi il 30% dei voti fiamminghi, abbia il primato dei seggi alla Camera (27), il Ps (che ha raccolto oltre il 36% dei voti francofoni), arriva a 26 seggi in totale e può formare la prima 'famiglia' politica nel Parlamento federale insieme ai socialisti fiamminghi dell'Sp.A (13 seggi).

Questo significa che Di Rupo è il candidato più probabile al posto di primo ministro, ma che dovrà guidare una coalizione in cui non sarà possibile escludere De Wever, e avere come prima priorità una riforma dello Stato da negoziare con il leader indipendentista. L'ipotesi più gettonata per questa coalizione è quella della 'simmetria' con le maggioranze di governo delle due Regioni più importanti, la Vallonia e le Fiandre: nella prima, il Ps governa con i democristiani umanisti del Cdh (9 seggi) e con i verdi di Ecolo (8 seggi); nella seconda, l'Sp.A (13 seggi) è alleato con i cristiano democratici del Cd&v (17 seggi) e con lo stesso N-Va di De Wever.

Della coalizione non farebbero parte i liberali, né quelli francofoni dell'Mr (Movimento riformatore, 18 seggi), né quelli fiamminghi dell'Open-Vld (13 seggi). I due partiti liberali hanno perso 5 seggi ciascuno e sono, insieme all'ultra destra fiamminga del Vlaams Belang (che ha ottenuto 12 seggi, anche in questo caso perdendone 5) i veri sconfitti di queste elezioni. Un voto anticipate che è stato determinato proprio dal leader dell'Open-Vld, Alexander De Croo, che ha fatto cadere il governo Leterme, di cui faceva parte, per accreditarsi come campione del nazionalismo fiammingo, scalzando De Wever. La mossa non gli è riuscita, gli elettori hanno preferito l'originale alla copia. (Segue)