25 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Nel paese è emergenza umanitaria

Siria, l'ONU convoca il consiglio di sicurezza

Ieri uccise altre 16 persone durante una manifestazioni di protesta. Clinton agli alleati di Assad: «Mettetevi dal lato giusto della storia»

NEW YORK - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu terrà una nuova riunione sulla Siria giovedì prossimo, dedicata all'urgenza umanitaria e alla tutela dei diritti dell'uomo nel paese. Il commissario Onu ai diritti dell'uomo, Navi Pillay, e il sottosegretario agli affari umanitari, Valerie Amos, presenteranno una relazione sugli sviluppi della situazione negli ultimi giorni.
Con una dichiarazione del 3 agosto scorso, il Consiglio di sicurezza dell'Onu aveva già condannato le violenze in Siria e la repressione del regime di Bashar al Assad.

Continua la repressione contro oppositori, ieri 16 morti - Sono almeno 16 le persone uccise ieri in diverse città della Siria dalle forze di sicurezza governative, mentre si intensificano le pressioni internazionali sul presidente siriano Bashar al Assad affinchè cessi la sanguinosa repressione, che in cinque mesi ha fatto oltre 1.700 morti, secondo un bilancio dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'Uomo, con sede in Gran Bretagna.
Ieri il segretario di Stato americano Hillary Rodham Clinton ha chiesto alle nazioni che intrattengono rapporti commerciali con la Siria di «mettersi dal lato giusto della storia» e condannare la violenza con cui il regime del presidente Bashar al-Assad reprime i manifestanti che chiedono riforme democratiche nel Paese mediorientale.

Lettera del Presidente turco ad Assad - Anche il presidente turco Abdullah Gul ha esortato Assad a non attendere che sia troppo tardi per avviare le riforme democratiche. L'invito è contenuto in una lettera trasmessa martedì scorso a Damasco dal capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu - scrive ieri l'agenzia stampa Anatolia.
«Non vorrei che un giorno, guardandovi indietro, rimpiangerete di aver agito troppo tardi o troppo poco», afferma Gul. «Essere un leader che guida il cambiamento vi riserverà un posto nella storia, invece di essere travolto dal vento del cambiamento».
Ieri, come succede ormai ogni venerdì, migliaia di persone hanno manifestato in diverse città del paese, dopo la tradizionale preghiera, contro il regime di Assad. Vittime tra i manifestanti si sono registrate ad Aleppo, Homs, Deir Ezzor e in alcuni quartieri alla periferia di Damasco. Inoltre le forze di sicurezza hanno arresato a Qusseir lo scrittore e poeta Rahmane Ammar, 68 anni, al posto di suo figlio, un attivista dell'opposizione ricercato dalle autorità.

Frattini: Liberare subito Rihaoui - Un forte appello alle autorità siriane per la liberazione immediata del presidente della Lega siriana per i diritti dell'uomo, Abdel Karim Rihaoui, è stato rivolto ieri dal ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il militante siriano è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, mentre si trovava in un caffé di Damasco.
Frattini - si legge nella nota diffusa dalla Farnesina - ha anche sollecitato fermamente il regime del presidente Bashar al-Assad a porre fine alla violenza e agli atti di intimidazione contro la propria popolazione e ad aprire un credibile processo di dialogo e riforme.
La piena garanzia dei diritti degli oppositori politici e della loro libertà a manifestare pacificamente - è l'opinione del ministro - rimane condizione imprescindibile affinchè il regime siriano possa ritornare a essere un interlocutore per la comunità internazionale. L'auspicio dell'Italia - conclude la nota - è che anche il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite faccia sentire con forza la sua voce presso le autorità di Damasco per la liberazione di Rihaoui, unendosi agli appelli già rivolti da altri leaders occidentali.