19 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Sondaggio dopo i disordini

Scontri di Londra: Polizia promossa, politici bocciati

Il Guardian: «Giudizi negativi su Cameron e Johnson». Però emergono nuove falle nel comportamento della polizia nel caso Duggan

LONDRA - I britannici sostengono la polizia, molto meno David Cameron. Secondo un sondaggio appena pubblicato sulla versione online del quotidiano The Guardian, solo il 30% degli intervistati pensa che il primo ministro abbia fatto un buon lavoro nella gestione dei disordini esplosi a Londra e in altre città, contro il 44% che invece afferma il contrario. Poco meglio va al sindaco di Londra, Boris Johnson: il 28% lo promuove, il 38% lo boccia.
Al contrario, la polizia continua a godere di una buona considerazione, nonostante le polemiche e le accuse sull'omicidio di Mark Duggan, il pregiudicato di 29 anni ucciso il 4 agosto, che ha dato il via a proteste poi trasformatesi in violenze. Il 45% degli intervistati giudica positivamente il lavoro del responsabile ad interim della polizia metropolitana, Tim Godwin, contro il 27% che lo giudica negativamente.
Un altro sondaggio online, condotto da YouGov, mostra dati simili: polizia promossa, politici bocciati.

Il caso Duggan, insomma, non ha intaccato l'opinione della gente sulla polizia: il 61% ha fiducia che gli agenti applichino la legge in maniera giusta, uniforme e senza pregiudizi; il 36%, però, boccia le forze dell'ordine: il 26% ha poca fiducia nella polizia, il 10% non ne ha proprio.
La gente, però, è meno convinta che gli agenti abbiano gli strumenti per lavorare al meglio: il 56% crede che non dispongano di risorse adeguate, contro il 41% che è molto (6%) o abbastanza (35%) sicuro che gli agenti abbiano tutto per poter operare al meglio.
Alla domanda sulle cause che hanno provocato i disordini, il 45% risponde che è colpa della criminalità, mentre il 28% accusa la mancanza di rispetto all'interno di famiglie e comunità. L'8% crede che le violenze siano scoppiate a causa della disoccupazione e della mancanza di prospettive per i giovani; solo per il 5%, invece, sono divampate a causa dell'omicidio di Mark Duggan, l'evento che ha dato inizio alle giornate di follia.

Emergono nuove falle nel comportamento della polizia nel caso Duggan, il ragazzo ucciso il 4 agosto a Tottenham, quartiere di Londra. La commissione indipendente che vigila sugli abusi della polizia (Ipcc) ha infatti scritto al 'Guardian' che «ai giornalisti potrebbero essere state date inavvertitamente delle informazioni ingannevoli» nelle ore successive all'omicidio del 29enne pregiudicato, che ha dato il via alle proteste poi divampate in tutta la capitale e in altre zone della Gran Bretagna. I quotidiani, infatti, parlarono di un morto dopo «una sparatoria», con la polizia costretta «a rispondere al fuoco».
«L'analisi della copertura mediatica e i dubbi sollevati su Twitter ci hanno messo in allerta sulla possibilità che potremmo aver inavvertitamente dato delle informazioni ingannevoli ai giornalisti, rispondendo alle prime domande dopo l'assassinio di Mark Duggan» ha affermato l'Ipcc, rispondendo a un giornalista del Guardian.
Il primo comunicato diffuso dalla commissione, la sera del 4 agosto, «non fa alcun riferimento a colpi sparati contro la polizia. Comunque, riguardando le informazioni da noi date e ricevute nelle prime ore dopo l'incidente, prima che qualsiasi documentazione ci arrivasse, è possibile che abbiamo portato con le nostre parole a far credere ai giornalisti che ci fosse stato uno scambio di colpi - ammette la commissione indipendente - notizia coerente con le prime informazioni ricevute su un agente ferito e portato in ospedale». «Qualsiasi riferimento a uno scambio di colpi non era corretto e non è stato fatto in nessuno dei nostri comunicati ufficiali» ha però precisato l'Ipcc. La disinformazione e la mancanza di una ricostruzione degli avvenimenti avevano portato la famiglia di Duggan a scendere in piazza per protestare, dando involontariamente inizio alla guerriglia urbana.

La popolazione carceraria in Inghilterra e Galles ha raggiunto il numero record di 85.324 (+440), anche a causa dei molti arresti effettuati per i disordini divampati a Londra e in altre città. C'è ormai spazio solo per duemila persone, ma il governo ha assicurato che ce ne sarà ancora per chiunque sia arrestato per le violenze degli ultimi giorni. Lo riporta la Bbc, citando i dati del ministero.
Il ministero della Giustizia ha reso noto di essere «piuttosto fiducioso» di poter avere «lo spazio necessario» nelle prigioni, anche se piani alternativi sono allo studio. Tra questi, l'ipotesi di inserire un letto in più nelle celle per due persone.

La polizia di Birmingham risponde, a mali estremi, con estremi rimedi. Su uno schermo gigante, piazzato su una camionetta che attraversa diversi quartieri della seconda città d'Inghilterra, scorrono le fotografie dei vandali che l'hanno messa a ferro e fuoco nei giorni scorsi.
Da ieri, una cinquantina di fermo-immagine della telecamere di sorveglianza compaiono a mo' di gogna dalle 7 del mattino alle 7 della sera: la camionetta si fermerà in tutti le principali piazze di Birmingham.
«E' la prima volta che questo sistema viene utilizzato per esporre le fotografie dei sospetti ricercati dalla polizia», sottolinea l'ispettore Mark Rushton. «E abbiamo già una risposta formidabile da parte del pubblico», con oltre 500 telefonate e segnalazioni.
Le stesse foto sono state già pubblicate da alcuni media e sul sito internet della polizia, ma «siamo determinati ad utilizzare tutti i mezzi disponibili per tradurre in giustizia i sospetti».
In quattro giorni di scontri e violenze a Londra e in diverse città dell'Inghilterra, sono state fermate più di 1.500 persone.