24 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Scontri di Londra

Valentino Rossi sta con i contestatori di Londra

Il centauro della Ducati intervistato da «la Stampa». Morto uomo aggredito a Ealing, quinta vittima della violenza. Una delle ragazze arrestate è ambasciatrice delle Olimpiadi

LONDRA - «Sono con i contestatori»: Valentino Rossi si schiera dalla parte dei protagonisti dei disordini che hanno colpito numerosi quartieri di Londra ed altre città della Gran Bretagna, in un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa.
«La polizia dovrebbe dare una mano e risolvere i problemi, non mettersi a menare la gente e uccidere dei ragazzi. Se c'è questo casino, forse il perché sta proprio nel comportamento delle forze dell'ordine», ha dichiarato il centauro della Ducati.
Le prime violenze erano scoppiate nella notte fra sabato e domenica nel quartiere multietnico di Tottenham, dopo una manifestazione convocata per protestare contro la morte di Mark Duggan, pregiudicato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Le circostanze della sparatoria sono al momento oggetto di un'inchiesta: secondo alcune fonti di stampa britanniche infatti gli agenti dell'unità speciale armata avrebbero aperto il fuoco senza essere stati precedentemente attaccati.

Morto uomo aggredito a Ealing, quinta vittima della violenza - Il 68enne Richard Mannington Bowes, aggredito e gravemente ferito lunedì scorso durante i disordini scoppiati nel quartiere londinese di Ealing è deceduto in seguito alle lesioni riportate: lo ha annunciato la Polizia Metropolitana di Londra.
Sale così a cinque il numero dei morti nelle violenze che hanno interessato Londra ed altre città del Paese: lunedì un uomo, poi deceduto, era stato trovato gravemente ferito in un'automobile Croydon e martedì tre persone sono state investite mortalmente da una vettura a Birmingham. la polizia ha reso noto che l'autopsia di Bowes verrà condotta il prima possibile ed è stata aperta un'inchiesta per omicidio.

Una delle ragazze arrestate è ambasciatrice delle Olimpiadi - E' ambasciatrice per le Olimpiadi di Londra 2012 una delle ragazze accusate di aver distrutto un'auto della polizia durante le rivolte e i saccheggi che hanno colpito in questi giorni la capitale britanniche. Lo riportano in prima pagina praticamente tutti i tabloid del Paese.
Chelsea Ives, 18 anni, è stata arrestata su denuncia dei suoi stessi genitori - secondo quanto riferito dalla stampa d'oltremanica - che hanno chiamato le forze dell'ordine dopo averla riconosciuta in tv nel corso dei disordini a Enfield. Ha già trascorso una notte dietro le sbarre. «Non ho rimorsi», ha dichiarato la madre Adrienne, 43 anni, «Amo mia figlia, ma è stata educata per distinguere il male dal bene. La ragazza - secondo quanto emerge dalle immagini - ha lanciato un masso contro la vetrina di un negozio e poi ha esclamato con entusiasmo, rivolgendosi a un amico: «E' la giornata più bella di sempre!».
La polizia britannica ieri ha rivelato che circa la metà delle 240 persone apparse in tribunale sono minorenni. Chelsea, atleta e cantante di talento, fa parte di un gruppo di londinesi selezionati come ambasciatori per le Olimpiadi del 2012.
Dovrebbero rappresentare l'orgoglio di Londra e accogliere ufficialmente i visitatori nella capitale.

Fiamme in un palazzo di 15 piani: 10 persone tratte in salvo - Dieci persone sono state tratte in salvo, mentre un uomo è in condizioni critiche, in seguito a un incendio divampato in un palazzo di quindici piano nella zona sudovest di Londra. Lo riporta il sito internet della tv satellitare britannica Sky News.
I soccorritori hanno inoltre sgomberato circa 150 residenti dall'edificio di Southfields, secondo quanto riferito dal servizio vigili del fuoco di Londra (London Fire Brigade). Oltre quaranta pompieri sono stato mobilitati alla Andrew Reed House di Linstead Way, dove l'incendio è divampato mezzora dopo le mezzanotte (l'1.30 di notte in Italia). Cinque persone sono state tratte in salvo attraverso le scale, quattro dal decimo piano grazie a una piattaforma girevole predisposta dai vigili del fuoco pochi minuti dopo il loro arrivo.
Scotland Yard ha successivamente informato che un uomo sulla quarantina è stato portato via in condizioni critiche per aver respirato parecchio fumo. Un portavoce della polizia ha escluso ogni legame tra l'incendio e i recenti disordini che hanno colpito Londra e altre città britanniche.

La Polizia dà la caccia ai responsabili delle violenze sui social network - La calma è tornata nelle strade. Ora, in tutta la Gran Bretagna, è il momento per la polizia di andare alla ricerca dei responsabili dei disordini, scoppiati a Londra sabato e poi divampati in altre città.
Secondo il Guardian la polizia, che sta procedendo a nuovi arresti, sta andando casa per casa da chi ha pianificato i disordini, ha ammesso di avervi preso parte o ha incitato alla rivolta sui social network.
La polizia della contea di Dorset, per esempio, ha arrestato tre persone, un ragazzo di 23 anni e due sedicenni, accusate di aver incitato alla rivolta. «Chiunque pianifichi, aizzi, o causi disordini dovrebbe capire che il suo comportamento non sarà tollerato e che la polizia lo arresterà e che sarà portato davanti alla giustizia» ha dichiarato il vicecommissario della polizia della contea, Adrian Whiting.

Petizione online: Basta sussidi ai vandali - La petizione online che propone di togliere, in Gran Bretagna, i sussidi statali alle persone arrestate durante le violenze degli ultimi giorni ha raggiunto l'obiettivo: 100.000 firme e obbligo, per la Camera dei comuni, di discutere la proposta popolare. E' la prima petizione a raggiungere la quota necessaria. Ne dà notizia la Bbc.
Ieri, la stessa Bbc raccontava, a quattro giorni dall'inizio della guerriglia urbana che da Londra si è estesa ad altre città del Regno Unito, del boom di firme per la petizione, in cui si afferma che «nessun cittadino dovrebbe contribuire a dare soldi a chi distrugge, ruba alla sua comunità e mostra disprezzo per il Paese che provvede a loro».
La petizione online è un nuovo strumento in mano ai cittadini, lanciato la scorsa settimana. La seconda proposta più sottoscritta è quella che chiede il taglio del prezzo della benzina, ancora ben lontana dal raggiungere l'obiettivo.