Gli Usa richiamano parte del personale dell'ambasciata in Siria
«Situazione instabile». Washington prepara «sanzioni mirate»
WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno ordinato ieri sera alle famiglie dei diplomatici e al personale non essenziale della sua ambasciata di Damasco di lasciare la Siria, a causa «dell'instabilità e della situazione incerta» che regna nel paese in preda a proteste di massa contro il regime. «Il dipartimento di Stato ha ordinato a tutte le famiglie dei dipendenti del governo degli Stati Uniti così come al personale non essenziale di lasciare la Siria», si indica in un comunicato del dipartimento di Stato. «Riguardo all'instabilità e alla situazione dubbia attuale, i cittadini americani in Siria sono invitati a limitare gli spostamenti non essenziali nel paese», si aggiunge nella nota.
Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Tommy Vietor, ha riferito che Washington intende adottare «sanzioni mirate» contro alti responsabili siriani in risposta all'uso «assolutamente deplorevole» della forza contro i manifestanti. Nonostante la repressione in corso, che ha fatto circa 390 morti dal 15 marzo, gli Stati Uniti tuttavia non sono andati oltre la minaccia di richiamare l'ambasciatore a Damasco.
- 02/03/2020 Mosca avverte Ankara: «Non possiamo garantire la sicurezza dei vostri aerei»
- 20/11/2019 Siria, rapporto del Pentagono: «Isis rafforzato da attacco turco e ritiro USA»
- 16/11/2019 Assad: «Donald Trump? E' una sorta di direttore esecutivo di un'azienda chiamata America»
- 11/11/2019 Lavrov accusa Washington di «rubare» il petrolio siriano: hanno danneggiato il processo politico