12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Medio Oriente

Lavori nelle colonie ripresi a gran ritmo

Il portavoce dell'Anp: «Dato allarmante, Israele non è serio». Da parte sua il premier iNetanyahu oggi ha ridimensionato la vicenda

GERUSALEMME - Nonostante il segretario di Stato Usa Hillary Clinton abbia ribadito oggi che un accordo di pace tra israeliani e palestinesi può essere ancora raggiunto, la notizia secondo cui sarebbero ripresi a gran ritmo i lavori per la costruzione di nuove case negli insediamenti in Cisgiordania rischia invece di assestare un nuovo colpo ai negoziati diretti, che si trovano già in una situazione di impasse a poco meno di due mesi dalla loro ripresa ufficiale.

Secondo una stima dell'Associated Press, basata su visite dirette in 16 degli oltre 120 insediamenti della Cisgiordania, e su telefonate e colloqui con amministratori locali e costruttori, i coloni hanno iniziato i lavori per la costruzione di 544 nuove case da quando, il 26 settembre scorso, è scaduta la moratoria di dieci mesi sulle costruzioni accordata dal governo Netanyahu. «Questo dato è allarmante ed è un altro indicatore che Israele non è serio riguardo al processo di pace e la fine dell'occupazione» ha detto Ghassan Khatib, portavoce del presidente palestinese Abu Mazen.
Da parte sua il premier israeliano Benjamin Netanyahu oggi ha ridimensionato la vicenda, affermando che le nuove costruzioni non avranno in ogni caso «alcun effetto sulla mappa che uscirà fuori da un possibile accordo di pace».