31 maggio 2020
Aggiornato 10:00
Il paese è in festa

Cile, minatori vivi intrappolati da 17 giorni

I 33 lavoratori sono riusciti a comunicare. «Ma serviranno mesi per tirarli fuori». Saranno sfamati e soccorsi tramite una sonda

COPIAPO - Il Cile è in festa per gli eroi della miniera, i 33 minatori ancora vivi dopo 17 giorni sotto terra a 700 metri di profondità. Ma la tragedia non è finita: ci vorranno settimane per tirarli fuori, forse quattro mesi in cui saranno appesi a una sonda per ricevere cibo e acqua nel ventre della terra. Lo stesso presidente Sebastian Pinera ha mostrato al paese in tv il messaggio con cui i minatori hanno comunicato col mondo: «Stiamo bene tutti e 33 nel rifugio», vergato a lettere rosse su un pezzo di carta che è stato attaccato alla sonda cieca alla loro ricerca nei tunnel. Poi una telecamerina ha confermato che ci sono, sono vivi.

Il crollo che li ha intrappolati nella miniera di rame e oro di San José, 800 chilometri da Santiago - una miniera di Stato - li tiene sepolti sotto tonnellate di macerie. I soccorritori per ora hanno aperto un condotto di 8 centimetri e sperano entro stasera di introdurre una sonda per comunicare e inviare alimenti: prima di tutto acqua, glucosio e qualche farmaco.
La tv cilena ha trasmesso qualche scampolo delle immagini sotterranee, illuminate dalla luce fioca delle lampade, e un viso che ben due famiglie di minatori affermano di riconoscere - quella di Jimmy Sancheza e quella di Florencio Avalos.

La gioia ha invaso tutto il paese. Ma dopo il «Miracolo», il governo adesso invita alla pazienza: potrebbero volerci fino a quattro mesi per sgomberare le macerie, e i minatori dal basso dovranno aiutare spostando le macerie che cadranno. Per l'ingegnere Pedro Ramirez, si procederà consolidando il piccolo condotto ora aperto, poi perforando un altro camino parallelo più ampio, fino a circa 70 cm di diametro. Ma anche per trasportare fino alla miniera i macchinari necessari a quest'opera di scavo ci vorrà almeno un mese.

Loro, sembrano pronti ad attendere. Fin qui sono sopravvissuti con l'acqua a bordo di due camionette nella piazzola in cui hanno trovato rifugio, nonostante il caldo umido a oltre trenta gradi, la perdita di peso, il digiuno. Ma «riusciremo a uscire con l'aiuto di Dio, anche se dovremo aspettare mesi» ha scritto Mario Gomez, che con i suoi 63 anni è il più anziano, in un messaggio alla moglie. Il presidente Pinera, da parte sua, ha trasmesso ai minatori un messaggio registrato: «Coraggio, tutto il Cile è con voi».

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