19 gennaio 2020
Aggiornato 23:30
Tra le polemiche con gli ebrei

Il Papa oggi in visita in Sinagoga

Da mesi discussioni su Pio XII, lefebvriani, «Oremus», Israele

CITTÀ DEL VATICANO - Polemiche, colpi di scena, chiarimenti tra ebrei e cattolici hanno preceduto, nei mesi scorsi, l'attesa visita che il Papa compirà oggi alla sinagoga di Roma. Sebbene le «basi del dialogo» gettate dal Concilio Vaticano II «siano state soggette ad alti e bassi», ha ammesso sull«Osservatore romano' Norbert Hofmann, segretario della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l'ebraismo, «sono oggi molto più resistenti che nel passato». Il Papa stesso ha auspicato, in un recente messaggio al rabbino di Roma, che la visita «manifesti e accresca la fraternità tra ebrei e cattolici».

Alcune scelte di Papa Ratzinger, in particolare, hanno messo a dura prova i rapporti con quelli che Giovanni Paolo II soprannominò «i fratelli maggiori» dei cristiani. Da ultimo, la decisione di fare avanzare la beatificazione di Pio XII, prima di Natale, ha sollevato le rimostranze del mondo ebraico, che accusa Pacelli di non aver fatto abbastanza contro la Shoah. Alcuni si sono spinti a chiedere che venisse annullata la visita programmata da tempo al Tempio maggiore di lungotevere de' Cenci. Il rabbino capo di Roma Riccardo di Segni ha allora inoltrato al Segretario di Stato vaticano Bertone una richiesta di chiarimenti e una nota del portavoce della Santa Sede Lombardi ha rasserenato gli animi. Non tutti, però. Uno dei sopravvissuti ai lager nazisti, Piero Terracina, ha dato forfait e ha rumorosamente annunciato la propria assenza anche il presidente dell'Assemblea rabbinica italiana, Giuseppe Laras.

Che la visita visita alla sinagoga non sia un fatto 'romano' ma coinvolga anche le vicende mediorientali e, in generale, i rapporti tra la Chiesa cattolica e l'ebraismo mondiale, ad ogni modo, è confermato dalle personalità che saranno presenti oggi al Tempio del lungotevere. Ad accompagnare il Papa non ci saranno solo i suoi più stretti collaboratori, ma anche, tra gli altri, il patriarca di Gerusalemme Fouad Twal, il nunzio in Israele mons. Antonio Franco, il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa. Per parte ebraica, oltre alla comunità romana saranno presenti rappresentanti del Rabbinato di Israele come Shaar Yeshuv Cohen e dell'American Jewish Committee quali David Rosen.