31 ottobre 2020
Aggiornato 22:30
Oggi al via il vertice di Copenaghen

14 giorni per giudicare una generazione

Editoriale «globale» pubblicato su 56 quotidiani di 45 Paesi. Pochi credono però che dal vertice possa uscire un vero e proprio Trattato definitivo

COPENAGHEN - «Quattordici giorni per mettere il sigillo al giudizio della Storia questa generazione»: questo il titolo dell'editoriale che il quotidiano britannico The Guardian pubblica insieme ad altri 56 quotidiani di 45 Paesi (fra cui La Repubblica) in occasione dell'apertura di oggi della Conferenza Internazionale sul clima di Copenaghen.

Pochi credono che da Copenaghen possa uscire un vero e proprio Trattato definitivo: i progressi sono stati possibili solo grazie all'arrivo di Barack Obama e alla fine dell'ostruzionismo statunitense, e anche adesso il mondo è alla mercè della politica interna americana, dato che il Presidente non si può pienamente impegnare fino a che il Congresso non avrà fatto altrettanto», prosegue l'editoriale, che avverte: «I politici però possono e devono mettersi d'accordo sugli elementi essenziali di un accordo efficace ed equo, e soprattutto su una precisa scadenza per trasformarlo in un Trattato».

Il prezzo del cambiamento sarà alto, ma molto meno di quanto è costato il salvataggio della finanza globale - e sarà immensamente minore delle conseguenze del non fare nulla», conclude l'editoriale: «I politici riuniti a Copenaghen hanno il potere di formare il giudizio della Storia su questa generazione: una che di fronte a una sfida ha avuto il coraggio di affrontarla, oppure così stupida da aver visto arrivare il disastro e non avere fatto nulla per evitarlo».

L'editoriale «globale» arriva in coincidenza con l'importante appuntamento nella capitale danese. L'ora della verità per la lotta al cambiamento climatico: dopo mesi e mesi di dichiarazioni, promesse, rivendicazioni e negoziati a rilento, migliaia di rappresentanti di 192 paesi da oggi per dodici giorni sono riuniti a Copenaghen per il vertice sotto l'egida Onu da cui dovrebbe emergere la strategia globale per fermare il riscaldamento del pianeta.

Accreditati 5mila giornalisti - Alla kermesse che si terrà al Bella Center della capitale danese, dove sono stati già accreditati 5mila giornalisti, è atteso un centinaio di capi di Stato, un evento senza precedenti da tempi del Summit della Terra di Rio de Janeiro nel 1992. Il presidente Usa Barack Obama sarà al vertice il 18 dicembre, insieme agli altri capi di Stato che arriveranno per partecipare alla chiusura delle riunioni, tra il 17 e il 18.

La 15esima Conferenza dei partecipanti alla Convenzione Onu sul cambiamento climatico ha l'obiettivo dichiarato di dare un seguito al Protocollo di Kyoto, il primo trattato giuridicamente vincolante sul clima in scadenza a fine 2012. L'obiettivo largamente condiviso del summit è limitare la crescita della temperatura del mondo a due gradi centigradi, attraverso una drastica riduzione della emissioni di gas a effetto serra. Per sperare di restare sotto quota due gradi gli scienziati affermano che le emissioni globali di gas serra, dovute in larghissima parte alle combustione di carburanti fossili, vanno senz'altro dimezzate entro il 2050.