28 gennaio 2020
Aggiornato 11:30

Missione d'accertamento dei fatti Onu sulla guerra di Gaza

Amnesty: «Israele/Territori palestinesi occupati, dalla nuova inchiesta delle Nazioni Unite speranza per le vittime dei crimini di guerra»

GAZA - Amnesty International ha chiesto a israeliani e palestinesi di fornire piena collaborazione alla missione d'accertamento dei fatti delle Nazioni Unite su possibili crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale verificatisi nel corso del recente conflitto di Gaza e del sud d'Israele.

«Le vittime di questo brutale conflitto hanno diritto alla giustizia e alla riparazione. I responsabili di entrambe le parti devono essere chiamati a rispondere del proprio operato, se si vorrà porre fine a un così lungo ciclo di violenza e impunità» - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. «Israeliani e palestinesi non hanno alcuna scusa per non collaborare pienamente all'inchiesta».

Il presidente della missione d'accertamento dei fatti, il giudice Richard J. Goldstone, di recente nomina, ha affermato che i lavori della missione potranno essere credibili solo se prenderanno in esame anche le violazioni del diritto internazionale commesse dai gruppi armati palestinesi. Allo stesso modo si è espresso anche il presidente del Consiglio Onu dei diritti umani.

Inizialmente, alla missione internazionale indipendente d'accertamento dei fatti, istituita dallo stesso Consiglio Onu dei diritti umani nella sua nona sessione speciale del 12 gennaio, era stato chiesto di indagare solo sulle possibili violazioni del diritto internazionale da parte delle forze israeliane.

«Riconoscendo espressamente la necessità d'indagare sulle possibili violazioni commesse da tutte le parti in conflitto, il giudice Goldstone e il presidente del Consiglio Onu dei diritti umani hanno sottolineato l'indipendenza della missione e accresciuto notevolmente la sua credibilità» - ha commentato Smart.

«Solo un'indagine autorevole, indipendente e imparziale sulle denunce di crimini di guerra e di altre violazioni del diritto internazionale commesse da tutte e due le parti potrà spezzare il ciclo d'impunità e contribuire alla pace e alla sicurezza in Medio Oriente. Le vittime sono rimaste fortemente deluse dalla mancanza d'azione del Consiglio di sicurezza, che non è stato in grado di assumere decisioni concrete per stabilire le responsabilità delle gravi violazioni dei diritti umani, compresi i crimini di guerra, commesse da entrambe le parti durante il conflitto» - ha concluso Smart.

Non essendo stato capace di istituire una propria commissione d'inchiesta, ora - sostiene Amnesty International - il Consiglio di sicurezza deve insistere affinché tutte le parti forniscano piena collaborazione alla missione internazionale d'accertamento dei fatti e assicurare che nessuna metta a rischio le indagini.

Infine, Amnesty International chiede al Segretario generale Ban-Ki Moon di assicurare che il rapporto della commissione d'inchiesta sugli attacchi israeliani contro il personale e le strutture dell'Onu a Gaza, la cui data di consegna era oggi, venga immediatamente trasmesso al Consiglio di sicurezza e le sue conclusioni e raccomandazioni siano rese pubbliche. La commissione era stata nominata dal Segretario generale il 12 febbraio, col solo mandato di indagare sugli attacchi contro l'Onu.