25 gennaio 2021
Aggiornato 11:00
La crisi del coronavirus

Confcommercio: «Incertezza, chiusure e ritardi cancellano le imprese». Federalberghi: «Presenze dicembre -90%»

L'associazione dei commercianti: «C'è rischio di un'emergenza sociale con esiti non prevedibili». Bernabò Bocca: «Le ultime misure di contenimento costituiscono l'ennesima mazzata sulla testa delle imprese»

Confcommercio: «Incertezza, chiusure e ritardi cancellano le imprese». Federalberghi: «Presenze dicembre -90%»
Confcommercio: «Incertezza, chiusure e ritardi cancellano le imprese». Federalberghi: «Presenze dicembre -90%» ANSA

Le imprese «stanno pagando un prezzo insostenibile all'incertezza e alla mancanza di programmazione del contrasto al Covid». Lo sostiene la Confcommercio dopo il decreto Natale approvato dal consiglio dei ministri, sottolineando che «con l'inevitabile aumento della disoccupazione l'emergenza sanitaria ed economica rischia di diventare anche emergenza sociale, con esiti non prevedibili».

«È assolutamente urgente - secondo l'organizzazione dei commercianti - un vero coinvolgimento delle parti sociali nelle scelte che decidono il destino di centinaia di migliaia di imprese e lavoratori».

«L'obiettivo immediato - aggiunge la Confcommercio - deve essere la salvezza del sistema imprenditoriale con indennizzi mirati e adeguati alle perdite. Moratorie ed esoneri fiscali. Obiettivo che deve essere la priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, insieme a quello degli investimenti strategici, per far uscire dall'incertezza continua il paese e porre le basi alla sua ripartenza e al suo rilancio».

Federalberghi: «Presenze a dicembre -90%»

Sarà un «panettone amaro per le imprese del turismo», con le presenze turistiche previste in calo del 90% a dicembre. Lo sostiene il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, sulla base di un monitoraggio realizzato dal centro studi dell'associazione degli albergatori in vista delle festività di fine anno. E le ultime misure di contenimento decise dal consiglio dei ministri «costituiscono l'ennesima mazzata sulla testa delle imprese».

«In 10 dei 14 giorni che vanno da Natale all'Epifania - sottolinea Bocca - gli italiani dovranno restare in casa, mentre negli altri quattro sarà in ogni caso vietato uscire dal proprio comune. Una beffa clamorosa per quegli imprenditori che si erano fatti in quattro per mantenere gli alberghi aperti nonostante il divieto di spostarsi da una regione all'altra, gli impianti di risalita fermi, le terme chiuse, l'obbligo di cenone in camera e mille altre regole astruse. Lo schiaffo finale viene dal decreto che stanzia 650 milioni di euro per tutelare, com'è giusto, i bar e i ristoranti, ma dimentica completamente gli alberghi, che hanno subito danni ancora maggiori».

«Il contraccolpo - spiega il presidente - riguarderà l'intera economia e sarà forte, rammentando che in un anno normale tra Natale e l'Epifania si sarebbero messi in viaggio più di 18 milioni di italiani, attivando un giro d'affari di circa 13 miliardi di euro, che interessa tutte le componenti della vacanza: non solo alberghi ma anche trasporti, divertimenti e cibo».

«Purtroppo - aggiunge Bocca - piove sul bagnato: dopo il lockdown totale in primavera e l'estate peggiore della storia, durante la quale l'Istat ha registrato un calo del fatturato dei servizi di alloggio del 39,1%, la situazione si è aggravata ulteriormente, di pari passo con l'irrigidirsi delle misure restrittive».

Il calo delle presenze turistiche rilevato dal centro studi di Federalberghi «è stato del 60,9% a ottobre, per poi schizzare a -80,9% a novembre. E il preconsuntivo del mese di dicembre non lascia grande spazio alle speranze: saremo fortunati se ci sarà il 10% delle presenze del 2019».