2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Emergenza coronavirus

Paolo Gentiloni «sogna» un piano di Rinascita europea

Il commissario europeo per l'economia: «Le nostre priorità sono le garanzie alle imprese e il contributo a sostenere i posti di lavoro, con la cassa integrazione che tengano i lavoratori legati alle imprese»

Il commissario europeo per l'economia, Paolo Gentiloni
Il commissario europeo per l'economia, Paolo Gentiloni ANSA

ROMA - «Dobbiamo partire dalla consapevolezza che non siamo di fronte a una replica della crisi finanziaria di dieci anni fa. Il mondo dopo questa pandemia sarà diverso, certamente con una maggiore presenza pubblica nell'economia e più attenzione alla protezione del lavoro e della salute». Lo ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo per l'economia, in una intervista alla Stampa.

Gentiloni pensa a «un Piano di Rinascita europea. Serve per salvarsi subito, non in futuro. E deve essere corale: perché nessuno si salverà da solo». Quanto agli strumenti, «la Commissione Ue - ha osservato - non può iscriversi al partito dell«helicopter money'. Le nostre priorità sono le garanzie alle imprese; il contributo a sostenere i posti di lavoro, con strumenti come la cassa integrazione che tengano i lavoratori legati alle aziende; il coordinamento della gestione dei confini per salvaguardare i flussi di merci e di prodotti sanitari».

«Senza il nostro intervento e quello della Bce - ha sostenuto l'ex premier italiano - la situazione sarebbe molto più grave. Per contro, le divisioni fra i Paesi sono evidenti e capisco che ci sia la tendenza a dire che queste, coi ritardi che producono, sono colpa dell'Europa. Faremo un passo avanti con questa discussione, che dura da dieci anni, se la impostiamo per perseguire obiettivi comuni. Non ha futuro l'idea di un Piano di Rinascita privo di obiettivi comuni, ognuno per sé. Senza unione non ci sarà rinascita neanche per i più forti».

L'Italia, non sola, chiede gli eurobond

Visto che non passano, quali le possibili soluzioni in vista del vertice Ue? «Si va, in teoria, da un bilancio più forte per l'Unione a un utilizzo del Mes, o di altre istituzioni europee, per collocare bond e finanziare i progetti necessari. Si potrebbe potenziare la Bei, altro strumento comune di cui disponiamo. L'importante e che tutto sia a condizioni diverse dal passato, perché - insisto - questa non è la crisi finanziaria del 2008».

Il Consiglio Ue è diviso sulla solidarietà, «le posizioni - ha riconosciuto Gentiloni - sono divaricate. Per costruire un consenso, credo ci sia solo un metodo: riferire la discussione non a quello che abbiamo alle nostre spalle, ma a ciò che abbiamo di fronte. Non alle divisioni del passato, ma agli obiettivi per l'oggi e il nostro futuro. Confido che tutti lavorino per trovare un'intesa. La consapevolezza che siamo di fronte a una sfida comune è cresciuta. Purtroppo, sarà l'evidenza della gravità della situazione a spingere a cercare vie condivise. Il rischio di giocarci il progetto europeo in questa crisi è troppo alto. Sono certo che tutti, senza eccezioni, ne siano consapevoli».

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