6 aprile 2020
Aggiornato 08:30
Politiche europee

Paolo Gentiloni insiste: «Adeguare regole europee e Patto di stabilità al nuovo contesto»

Mentre il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, apre a una disponibilità a ragionare sull'introduzione di uno schema europeo di incentivi alla diversificazione dei portafogli

Il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni
Il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni ANSA

ROMA - Il neo commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni insiste sulla necessità di rimettere mano alle regole europee sui conti pubblici, il Patto di stabilità e di crescita. Un quadro normativo che «va assolutamente completato», ha affermato intervenendo al Rome Investment Forum, la sesta edizione dell'incontro tra istituzioni e imprese organizzato da FeBAf (Banche, Assicurazioni, Finanza). Gentiloni è così tornato a breve giro su una questione su cui ha parlato a più riprese negli ultimi giorni. Sabato scorso, intervenendo ai Mediterranean Dialogues, sempre a Roma, ha annunciato una procedura a tappe il prossimo anno: l'avvio di una consultazione pubblica nel primo semestre e la presentazione di proposte, da parte della Commissione europea, nel secondo. E' tornato sulla questione in una intervista al Sueddeutsche Zeitung.

E di nuovo al forum di FeBAf: «Quello che è certo è che il quadro regolatorio di cui l'Unione europea dispone è nato negli anni della crisi - ha detto - per fare fronte a una grande paura», che riguardava anche la tenuta dell'euro. Mentre oggi il contesto di fondo è diverso: una crescita positiva ma in rallentamento. Questo quadro normativo va aggiornato mentre l'Eurozona necessità di un «coordinamento» delle politiche di Bilancio, perché «da sola la politica monetaria non basta di fronte alla situazione in cui siamo». Una situazione non tragica, ma nemmeno entusiasmante: «non ci sono possibilità che nel 2020-2021 ci sia un rimbalzo significativo della crescita».

Conte «fiducioso»

Intervenuto subito dopo l'Eurocommissario, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è detto fiducioso per la «consonanza» tra il programma del governo e il programma della Commissione Von Der Leyen. «Ci fa ben sperare - ha detto -. Serve una strategia politica articolata non c'è una sola misura che possa compensare i ritardi accumulati». Gualtieri ha però anche mostrato una apertura significativa. C'è infatti «una disponibilità a ragionare sull'introduzione di uno schema europeo di incentivi alla diversificazione dei portafogli - ha detto - in un quadro di una maggiore armonizzazione dei meccanismi di gestione delle crisi e delle regole che garantisca una graduale rimozione delle barrier che riducono le possibilità di uso efficiente del capitale».

Più in generale si sono create forti aspettative sull'enfasi posta della nuova Commissione europea sulla crescita sostenibile. «Il Green Deal non è solo una necessità per ridurre le emissioni e arrivare alla carbon neutrality, ma anche una straordinaria opportunità - secondo Gualtieri - per rilanciare crescita innovazione e dare intellegibilità politica e democratica al processo di integrazione europea. Anche la nostra manovra - ha concluso il ministro - si colloca in questa prospettiva».

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