30 agosto 2025
Aggiornato 00:30
Industria

Industria siderurgica: +1,7% nel 2018, ma l’Italia è fuori dalla top ten mondiale

È un dato che nasconde luci e ombre: da un lato si dimostra superiore rispetto al trend europeo, che è andato addirittura in passivo (-0,3%). Dall’altro testimonia anche un piccolo calo rispetto ai livelli della produzione del 2017

Industria siderurgica: +1,7% nel 2018, ma l’Italia è fuori dalla top ten mondiale
Industria siderurgica: +1,7% nel 2018, ma l’Italia è fuori dalla top ten mondiale Foto: ANSA

MILANO - Il settore siderurgico in Italia è notoriamente una di quelle industrie che guidano l’economia della Penisola, rappresentandola nel mondo. Se da un lato l’Europa ha conosciuto ormai da anni un periodo di crisi e di scarsa produzione, l’Italia si è sempre difesa bene.

Nonostante questa verità, va però detto che nel 2018 lo Stivale non è comunque riuscito a posizionarsi nella top ten mondiale. Il tutto a dispetto di una crescita del comparto pari al +1,7%, registrata nei dodici mesi dello scorso anno. Per questo motivo, è il caso di approfondire i dati aggiornati relativi all’industria siderurgica tricolore.

Industria siderurgica in Italia: i dati del 2018

Si parte dalle buone notizie, ovvero dal fatto che la produzione in Italia ha proseguito la sua crescita anche nel 2018, con un valore che si è dimostrato positivo anche in confronto alle medie in Europa.

Il tutto viene chiarito dai dati esposti da Worldsteel: nello specifico, si parla di un incremento in termini produttivi del +1,7% nel 2018. È un dato che nasconde luci e ombre: da un lato si dimostra superiore rispetto al trend europeo, che è andato addirittura in passivo (-0,3%). Dall’altro testimonia anche un piccolo calo rispetto ai livelli della produzione del 2017, che nel Belpaese aveva toccato quota +2,9%.

Anche per via di questo decremento, il settore siderurgico italiano ha attualmente perso la decima posizione nella classifica mondiale, vista anche la grande crescita dell’Iran. Sempre secondo Worldsteel, il +17,7% dell’Iran ha aggiunto ulteriori difficoltà ai valori fatti registrare in ambito europeo. Un calo dovuto soprattutto al crollo in termini produttivi della Germania (-2%), della Francia, della Spagna e della Polonia (-1,6%).

Cosa deve fare l’Italia per risollevarsi

L’Italia non ha bisogno di cambiamenti di rotta repentini, però deve continuare a puntare sull’alta qualità e sull’elevata specializzazione dei propri prodotti: due elementi che, in ambito siderurgico, l’hanno sempre contraddistinta. Basta prendere ad esempio aziende come Siera, specializzata nella piegatura e curvatura dei tubi in acciaio inox e altri metalli da tempo nota per via dell'alto livello qualitativo raggiunto.

I primi dati del 2019 confermano la flessione dell’Europa rispetto al resto del mondo, a riprova delle tante possibilità presenti che purtroppo non vengono totalmente sfruttate nella zona UE. Come detto, però, l’Italia si pone come un esempio di «resistenza», considerando l’entità minima del calo di produzione. Se si studia un aspetto come la produzione mensile di acciaio, la Penisola (fatta eccezione per la Spagna) è l’unica ad aver registrato un dato negativo contenuto: -3,1% a febbraio 2019, per un totale di 4,005 tonnellate e a fronte delle 4,135 tonnellate dello scorso febbraio.

Insomma, se la situazione non preoccupa, è certo che bisogna comunque guardarsi le spalle e tornare ai livelli di produzione degli anni precedenti.