16 novembre 2018
Aggiornato 17:30

"Aiutiamoli a casa loro": Calzedonia apre uno stabilimento in Etiopia e dà lavoro a 1.100 persone

La famosa azienda di abbigliamento veronese ha appena inaugurato uno stabilimento nel Tigray, regione settentrionale dell’Etiopia
Un negozio Calzedonia
Un negozio Calzedonia (Calzedonia)

MACALLE' (ETIOPIA) - "Aiutiamoli a casa loro": un mantra, ormai. Ma anche una concreta possibilità di riscatto. Condivisa in maniera piuttosto bipartisan da tutte le forze politiche. Alla lista di coloro che già danno lavoro agli africani in Africa oggi si aggiunge anche l'italianissima Calzedonia. La famosa azienda di abbigliamento veronese ha infatti appena inaugurato uno stabilimento nel Tigray, regione settentrionale dell’Etiopia. Il nuovo impianto sorge per l'esattezza a Macallè, nella capitale regionale, ed è il primo del gruppo tessile in Africa. Alti funzionari del governo, tra cui il ministro del Commercio e dell’industria, Mebrahtu Meles, hanno presenziato alla cerimonia di inaugurazione che si è tenuta il 18 ottobre. Con un tweet del responsabile del suo staff, il premier Abiy Ahmed, che ha recentemente inaugurato un parco industriale in Oromia e una fabbrica di zucchero nell’Etiopia meridionale, si è congratulato con l’azienda, sottolineando che, grazie al vicino porto di Massawa in Eritrea, l’investimento italiano rinforzerà l’economia di entrambi i Paesi, Etiopia ed Eritrea.

Lavoro per 1.100 persone
La decisione di investire in Etiopia per il gruppo Calzedonia risale al 2014. Il costo dell’impianto tessile sorto nella regione del Tigray è stato di circa 12 milioni di euro. Calzedonia darà così lavoro a 1.100 persone, che produrranno biancheria per l’esportazione. Si prevede che da lì saranno esportati 22 milioni di birr (786mila dollari) di vestiti al mese verso destinazioni europee. L’azienda produrrà leggings, calze e costumi da bagno per donna, uomo e bambino.

6 brand, italianissimi
Calzedonia è una delle realtà italiane più importanti, e solide, nel settore dell'abbigliamento. E' proprietaria di 6 marchi (oltre allo stesso Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Signorvino, catena di enoteche-ristoranti nel nord e centro Italia, ed Atelier Emé, dedicato agli abiti da sposa. Inoltre, possiede 4.212 punti vendita, di cui 2.569 all'estero. Nl 2017 ha aperto i primi punti vendita negli Stati Uniti, a New York, con i marchi Intimissimi e Calzedonia, e in Cina, a Shanghai con Calzedonia e Intimissimi. Le collezioni di Intimissimi sono state anche vendute oltreoceano nei negozi di intimo di Victoria's Secret fino al 2009. Forte di un fatturato in costante crescita - 2,3 miliardi di euro nel 2017, in aumento dell’8,7% rispetto all'anno precedente - il gruppo Calzedonia è costantemente indicato tra le aziende candidate alla Borsa, anche se il patron Sandro Veronesi frena dicendo ("Ci penseranno i miei figli...", dice). Ma Calzedonia resta la dimostrazione di un'azienda sana, che spinge sull'export pur tenendosi stretta le sue radici italiane.