Il bazooka di Draghi è scarico: a fine anno termina il quantitative easing

Nella sua ultima riunione prima delle ferie, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato che il programma di acquisti dei titoli di Stato si concluderà a dicembre
Il presidente della Bce Mario Draghi nella conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo
Il presidente della Bce Mario Draghi nella conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo (EPA/RONALD WITTEK)

FRANCOFORTE – Tutto confermato, come da attese, dal Consiglio direttivo della Bce. L’istituzione ha ribadito l’intenzione di concludere con il prossimo dicembre il programma di acquisti netti di titoli (che da ottobre verranno ulteriormente ridotti a 15 miliardi di euro al mese dai 30 miliardi attuali). Come deciso lo scorso giugno, tuttavia questo finale resta «aperto» in quanto soggetto a sviluppi sul versante economico in linea con le previsioni, che quindi confermino le prospettive di ritorno dell’inflazione ai valori obiettivo. Anche la riduzione degli acquisti a 15 miliardi di euro mensili da ottobre è soggetta a conferme sul versante dei dati che giungeranno.

I titoli saranno rinnovati
Al tempo stesso la Bce ha anche confermato l’intenzione di mantenere «a lungo» lo stock di titoli già accumulati (rinnovandoli a scadenza) e di lasciare i tassi di interesse invariati «almeno fino all’estate 2019 e in ogni caso finché sarà necessario» per la normalizzazione dell’inflazione. Tassi che sempre oggi ha confermato: a zero sui principali rifinanziamenti, allo 0,25 per cento il tasso sulle operazioni marginali e al meno 0,40 per cento il tasso sui depositi parcheggiati dalla banche commerciali alla stessa istituzione. Quello di oggi era l’ultimo direttorio operativo di politica monetaria prima della pausa estiva.

Le parole di Draghi
«Nonostante l'accresciuta incertezza globale, la crescita economica dell'area euro è prevista proseguire in linea con le attese. In questo quadro resta necessario un significativo stimolo monetario», per sostenere l'attività economica e la risalita dell'inflazione ai livelli obiettivo, ha affermato il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. La Bce resta «pronta a aggiustare tutti i suoi strumenti» di politica monetaria, ove risultasse necessario ad assicurare la stabile risalita dell'inflazione ai livelli auspicati. L'incertezza che circonda le prospettive di risalita dell'inflazione sta comunque diminuendo: l'istituzione si attende che la risalita verso i livelli auspicati prosegua e che verso fine anno anche l'inflazione di fondo, quella depurata dalle voci più volatili, mostri un rafforzamento. «Vediamo segnali incoraggianti qua e là, ma è veramente molto presto per dichiarare vittoria», ha sottolineato Draghi. Il numero uno della Bce ha ribadito che l'istituzione monetaria non si fissa obiettivi sui livelli di cambi dell'euro rispetto alle altre maggiori valute globali, tuttavia ha notato come nell'ultimo anno e mezzo l'euro abbia mostrato un «considerevole» apprezzamento a dispetto degli ampli stimoli monetari.