15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Banche

Di Maio contro le banche: «Arroganti, se ne fregano di risparmiatori e Stato»

Nuovo duro attacco del vicepremier al sistema creditizio: «La deve pagare, è stato protetto dalla politica». E anche il ministro Tria chiede un rafforzamento

Il vicepremier Luigi Di Maio durante la visita presso lo stabilimento dell'imprenditore Nino De Masi nell'area portuale di Gioia Tauro
Il vicepremier Luigi Di Maio durante la visita presso lo stabilimento dell'imprenditore Nino De Masi nell'area portuale di Gioia Tauro ANSA

GIOIA TAURO – Luigi Di Maio se la prende ancora con le banche. Il vicepresidente del Consiglio e leader del M5s non ha risparmiato gli attacchi, diretti a Montepaschi prima e a tutto il sistema creditizio poi, in occasione della sua visita a Gioia Tauro, in Calabria, proprio allo stabilimento dell'imprenditore Nino De Masi che denunciò alcuni istituti di credito per usura. «Il sistema bancario la deve pagare perché ha avuto un atteggiamento arrogante infischiandosene dei risparmiatori e dello Stato ed è stato protetto da ambienti politici sia in questa regione che a livello nazionale – ha tuonato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico – Se vogliamo sostenere le imprese dovremo ridurre l’arroganza di certe organizzazioni, quelle illegali e anche di alcune legali».

Anche Tria parla di debolezze
Ieri, nelle stesse ore, Giovanni Tria bocciava la proposta della Lega di rimandare la riforma della Bce varata dal precedente governo Renzi. Anche il ministro dell'Economia, nel corso della sua audizione al Senato, è apparso infatti allineato a Di Maio sulla richiesta del rafforzamento del sistema bancario, «per rispondere alle esigenze di credito che vengono da famiglie e imprese. Se permangono elementi di rischio e non si riducono sufficientemente l'ammontare di crediti non esigibili tutto ciò ha un impatto sulle condizioni di credito che le banche sono costrette ad applicare. Il rafforzamento delle banche è legato alla possibilità di offrire credito a condizioni migliori. Il sistema bancario italiano ha avuto contraccolpi dalle discipline europee come il bail-in che è stato introdotto. Il sistema bancario italiano non era ancora preparato a questo, perché non erano stati ben applicati i requisiti prudenziali delle banche. Ma – ha aggiunto il titolare di via XX settembre – l'impatto sul sistema bancario italiano non è stato tanto quello della disciplina del bail-in quanto quello della crisi economica, soprattutto la seconda che è stata fortissima e ha creato un numero elevato di crediti esigibili». Tuttavia, ha concluso Tria, le debolezze del sistema «si stanno leggermente riassorbendo», debolezze che sono dovute «anche a debolezze gestionali di alcune banche che nei momenti di crisi esplodono».

Giù Piazza Affari
Dall'opposizione, Forza Italia critica invece il contraccolpo negativo in Borsa delle parole di Di Maio: «Come era del tutto prevedibile, le parole minacciose pronunciate ieri dal vice premier Luigi Di Maio a Gioia Tauro, all'indirizzo delle banche italiane, hanno avuto come effetto immediato quello di deprimerne gli indici a Piazza Affari – afferma in una nota il deputato Pierantonio Zanettin – La borsa italiana, attualmente, tra quelle europee, è l'unica in territorio negativo, ed i titoli del comparto bancario sono quelli che stanno soffrendo maggiormente. La Consob – rileva Zanettin – richiami immediatamente il governo alle sue responsabilità nei confronti degli investitori e lo inviti ad interventi più meditati, in un settore così delicato, come quello finanziario».