23 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
Lavoro

Di Maio: reddito di cittadinanza subito, è la mia priorità. Boccia: pensate anche ai giovani e al lavoro

Il reddito di cittadinanza si farà entro la fine del 2018, ha assicurato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico

Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio durante la presentazione del rapporto AGI/CENSIS "L'insostenibile leggerezza dell'essere digitale nella società della conservazione"
Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio durante la presentazione del rapporto AGI/CENSIS "L'insostenibile leggerezza dell'essere digitale nella società della conservazione" ANSA

ROMA - Il reddito di cittadinanza si farà entro la fine del 2018. Lo ha assicurato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, rispondendo ad una domanda dei giornalisti a margine dell'assemblea di Confartigianato. "Subito, subito: ci sto lavorando notte e giorno", ha assicurato il ministro. "Il reddito di cittadinanza - ha detto - è la mia priorità più grande". Successivamente ha sostenuto in un comunicato che "finalmente" il reddito di cittadinanza viene riconosciuto per quello che è: "Un diritto del cittadino. Non sono dei grillini a dirlo». E invita tutti a leggere le parole del Procuratore Generale della Corte dei Conti, che dice: "Il reddito di cittadinanza è un diritto importante a sostegno delle fasce maggiormente colpite dalla recente prolungata crisi occupazionale. Un diritto che il Def ha voluto scevro da inutile e deleterio assistenzialismo, ancorato invece al mondo del lavoro; dunque un arricchimento con un nuovo diritto della cittadinanza, un significativo contributo a renderne partecipi anche le fasce di popolazione maggiormente in difficoltà".

In Italia 5 milioni di poveri assoluti
Un riconoscimento indubbiamente importante per la proposta che il MoVimento 5 Stelle porta avanti fin dalla sua nascita e che ora sta per diventare legge dello Stato. Si tratta di una misura urgente, di primaria importanza anche alla luce dei dati diffusi oggi dall'Istat che parlano del record di povertà dal 2005: ci sono oltre 5 milioni di poveri assoluti in Italia. Per "poveri assoluti", l'Istat intende coloro che non possono affrontare la spesa mensile sufficiente ad acquistare beni e servizi considerati essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile. "Non è più possibile andare avanti così e non c'è più tempo da perdere. Il Reddito di Cittadinanza deve partire subito!" spiega Di Maio.

Una legge contro le pensioni d'oro
Il leader M5s e vicepremier è anche tornato sull'altro tema caro al Movimento. La Camera è pronta a togliere i vitalizi ai parlamentari, assicura Di Maio, che si dice "pronto" ad una legge sulle pensioni d'oro. "Qualcuno dirà che si tratta di pochi soldi - ha aggiunto - ma io non credo che sarà così». Infine, un riferimento anche al tema della burocrazia per le imprese: "Sulla lotta alla burocrazia, e sulla lotta alla povertà, per me si gioca il futuro di questo governo. O si ottengono risultati il prima possibile o non ha senso tirare a campare" ha concluso Di Maio.

Boccia avverte: si sta parlando troppo poco di giovani e lavoro
Un avvertimento ai progetti dell'esecutivo pentaleghista arriva dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, intervenuto a margine dell'assemblea annuale dell'Anie, secondo il quale occorre ripartire con un'attenzione a un piano di medio termine, "perché quando i governi hanno solo una visione di breve termine si corre il rischio di aumentare il deficit e il debito pubblico e non avere una visione complessiva del Paese" e quindi, oltre alle pensioni, legittime, la questione migranti che si sta dibattendo, Boccia invita ad aprire un confronto su "tanti altri temi, che siano all'altezza di un Paese come il nostro". Per quanto riguarda in particolare le pensioni, è un elemento, dice, che va contestualizzato. "Si deve fare i conti con il nodo risorse, sia con l'equità generazionale" perché "si sta parlando troppo poco di giovani e troppo poco di lavoro». Va bene dunque parlare di pensioni, purché si parli anche di un altro aspetto, altrimenti l'equità generazionale diventa un elemento "che non riguarda i giovani». La posizione di Boccia è chiara: se facciamo più deficit, aumentiamo il debito del Paese, questo significa non rispettare l'equità generazionale, spostare debito sulle generazioni future, un'eredita subita in passato. "Senza fare alcuna polemica, adesso forse è il caso di affrontarla".

Reddito di cittadinanza non sia assistenzialismo
Sul reddito di cittadinanza, infine, Boccia è convinto che, se costruito "in termini generalisti", diventa una dimensione di assistenzialismo e non aiuta ma toglie risorse: "Dobbiamo finanziare il lavoro non la disoccupazione" ha affermato il presidente di Confindustria, secondo cui bisogna evitare che i partiti diventino "portatori di interessi di parte». "È evidente - ha concluso - che nel Paese abbiamo divari fra persone e imprese, quelle che vanno molto bene e quelle in fase di transizione. Occorre puntare sulla crescita e ridurre i divari». Dunque, se il reddito di cittadinanza aiuta a ridurre i divari va bene, "ma noi siamo critici sul reddito di cittadinanza generalista perché sarebbe un errore nel Paese in quanto impone centralità a questo strumento e non al lavoro".