Ema, l'Italia ci riprova. Sala: «Milano è pronta, è tempo di essere aggressivi»

Dopo la notizia dei ritardi inanellati da Amsterdam, il Governo è pronto a fare ricorso per candidare nuovamente Milano ad accogliere l'Ema

Guido Rasi in conferenza stampa.
Guido Rasi in conferenza stampa. (EPA/ROBIN VAN LONKHUIJSEN)

ROMA - Agenzia Europea per i Medicinali ad Amsterdam? Sembrava tutto deciso, dopo che, il 20 novembre scorso, i ministri per gli Affari europei dei 27 paesi dell’Unione Europea avevano votato tra le 19 città candidate: dopo la terza e ultima votazione, dove Amsterdam e Milano avevano ottenuto entrambe 13 voti, Amsterdam aveva vinto il sorteggio finale. Negli ultimi giorni però il direttore di EMA, Guido Rasi, ha fatto sapere durante una conferenza stampa che l’amministrazione di Amsterdam è in ritardo con la preparazione della nuova sede per l’Agenzia: l’edificio non c’è ancora e dunque è stata proposta una soluzione transitoria che, secondo Rasi, «non è ottimale», innanzitutto perché dimezzerebbe lo spazio della sede di Londra. Alla luce di quanto sta emergendo, fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che «il Governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la Commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinché, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell'Agenzia, venga valutata la possibile riconsiderazione della decisione, che vide Milano battuta al sorteggio finale».

Sala: è il momento di essere aggressivi
Dell'argomento ha parlato anche il primo cittadino di Milano nel corso di un'intervista a "Non Stop News", il programma di informazione condotto da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi, in onda su Rtl 102.5 e in radiovisione sul canale 36 del Dt e sul 750 di Sky. "Ho chiamato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e gli ho detto 'è il momento di essere aggressivi, proviamoci fino in fondo' e da quello che mi ha detto, ed è senz'altro così, oggi parte il ricorso» ha affermato iGiuseppe Sala. «Questa situazione sta diventando un po' ridicola, prima si inventano questa faccenda del sorteggio, poi gli olandesi cominciano a dire che non sono pronti, poi offrono una sede che è la metà di quella richiesta, non è una bella pagina per l'Europa», ha puntualizzato. E ha proseguito: «Io non sono tipo da polemiche ma questa volta sì, è il momento di alzare la voce, senza se e senza ma» ha continuato Sala, spiegando «siamo sinceri, le possibilità non sono altissime, se dovessero riassegnarcela dovrebbero farlo in tempi molto brevi perché a nostra volta dovremmo correre per preparare il Pirellone». "E' una questione tecnica relativa al ricorso ma anche politica - ha concluso il sindaco - e chiamo la politica italiano per il massimo impegno per Milano e per il nostro Paese".

Ma il Codacons si oppone al ricorso
Il Codacons, tuttavia, ha fatto sapere che si opporrà al ricorso alla Corte di Giustizia Europea annunciato dal Governo italiano sul caso dell'Agenzia Europea del Farmaco. «Abbiamo deciso di intervenire dinanzi le istituzioni comunitarie chiedendo il rigetto del ricorso che sarà presentato dal governo italiano - spiega l'associazione - Il problema non è certo la disponibilità di strutture e locali adeguati ad ospitare gli uffici dell'Ema, che possono essere messi a disposizione anche in una fase successiva, ma è solo ed esclusivamente quello dell'adeguatezza o meno di un paese ad ospitare un organo importante come l'Agenzia del farmaco»«E' di tutta evidenza come le decisioni dell'Ema siano estremamente delicate poiché coinvolgono la salute pubblica interessando milioni di cittadini. Proprio per questo, al di là degli aspetti prettamente logistici, l'Agenzia non può avere sede in un paese come l'Italia in cui le pressioni delle case farmaceutiche sono fortissime, e dove si registrano legami anomali tra politica e lobby dei farmaci. Trasferire a Milano gli uffici dell'Agenzia europea del farmaco - conclude il Codacons - vorrebbe dire privare l'ente della necessaria serenità e indipendenza che deve caratterizzare il suo operato, e per tale motivo interverremo nel giudizio dinanzi la Corte Ue chiedendo il rigetto del ricorso che sarà presentato dal Governo italiano».