24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Banca Etruria

Banche, Visco si difende: Renzi mi chiese di Etruria, io non risposi

Le parole di difesa del governatore di Bankitalia Ignazio Visco in audizione in commissione inchiesta sulle banche

Carmelo Barbagallo, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e Pier Ferdinado Casini durante l'audizione in commissione inchiesta sulle banche
Carmelo Barbagallo, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e Pier Ferdinado Casini durante l'audizione in commissione inchiesta sulle banche ANSA

ROMA - Su Banca Etruria "il mio livello di attenzione era modesto: era molto alto per quanto riguarda la Vigilanza, ma non è che fui molto colpito in particolare quando nel terzo incontro con il presidente del Consiglio Renzi ci fu una richiesta di informazioni». Queste le parole di difesa del governatore di Bankitalia Ignazio Visco in audizione in commissione inchiesta sulle banche. In quel periodo, ha spiegato Visco, "non posso dire che non mi importava niente di Banca Etruria, è comunque una banca da noi vigilata. Ma in quell'epoca noi eravamo molto preoccupati del comprehensive assessment della Bce, della situazione di Mps, dello stress test sulle banche: uno stress test pessimo per noi".

"Nessuno screzio con il premier"
Non c'è mai stato "uno screzio" tra il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e i cinque presidenti del Consiglio con cui ci sono stati rapporti da quando è alla guida di Via Nazionale. Lo ha assicurato lo stesso Visco in un'audizione nella commissione d'inchiesta sul sistema bancario. Ci sono stati "rapporti di collaborazione pienissimi con il governo Berlusconi, con il governo Monti, con Letta, con Renzi e con Gentiloni. Nei miei colloqui con il presidente del Consiglio non c'è mai stato uno screzio: a volte solo valutazioni diverse, non solo con Renzi, su come affrontare certe situazioni".

"Mai parlato con nessuno eccetto ministro delle Finanze"
"Non ho mai parlato - ha spiegato il governatore - eccetto che con il ministro delle Finanze, di questioni relative alla Vigilanza. La vigilanza della Banca d'Italia può essere trattata solo con il ministro dell'economia in quanto presidente del Cicr. E questo riguarda anche i commissariamenti: li abbiamo valutati e proposti per la diminuzione della capacità patrimoniale di una banca su livelli insostenibili e in esistenza di chiari problemi nel modo in cui i crediti sono erogati, crediti che possono essere attribuiti al cda». "Nei casi di un singolo componente del cda - ha aggiunto Visco - la nostra azione è sempre stata di chiedere la moral suasion». Poco tempo dopo la nomina a governatore alla fine del 2011, "convocai i vertici di Mps per evidenziare i problemi e la risposta fu: signor governatore, abbiamo compreso le sue osservazioni e agiremo di conseguenza. Nel giro di poche settimane il direttore generale lasciò la banca e il presidente non si ricandidò".