19 giugno 2019
Aggiornato 22:30
Marketing

Lidl censura le croci per conquistare i clienti musulmani, ma in Ungheria va in scena la protesta

La Lidl, nota catena di supermercati tedesca, sta facendo arrabbiare tutti i cristiani d'Europa. E non solo loro

In Ungheria è andata in scena la protesta contro i supermercati Lidl
In Ungheria è andata in scena la protesta contro i supermercati Lidl ( ANSA )

BUDAPEST – La Lidl, nota catena di supermercati tedesca, sta facendo arrabbiare tutti i cristiani d'Europa. E non solo loro. La scelta di togliere dalle foto di tutti i prodotti in vendita ogni riferimento alla religione cristiana e alle croci per non urtare la sensibilità dei consumatori non cristiani - e soprattutto attrarre così sempre più acquirenti di religione musulmana visto che le città europee si stanno popolando di stranieri di origine araba – non è piaciuta a chi crede che invece l'Europa debba difendere la sua identità culturale. E soprattutto non è piaciuta ad alcuni attivisti ungheresi che hanno deciso di rispondere per le rime alla Lidl realizzando una gigantesca croce in pietra alta tre metri eretta proprio davanti a uno dei supermercati tedeschi.

La Lidl, il marketing e le croci cristiane
La Lidl insiste. E nonostante gli scandali di cui si è resa protagonista nei mesi scorsi, continua a perseguire le sue discutibili scelte di marketing. Al principio, come tricorderete, a dare scalpore era stata quella confezione di yogurt greco che era stata opportunamente censurata: dalle celebri cupole blu dell'isola greca di Santorini, utilizzata per pubblicizzare il prodotto locale, erano state cancellate le croci ortodosse con dei programmi di fotoritocco. Dalla Lidl avevano spiegato che era stato necessario per non urtare la sensibilità dei consumatori non cristiani. Ma è evidente che più della sensibilità la Lidl abbia a cuore le vendite e gli incassi.

La rivolta degli attivisti ungheresi a Budapest
Poi erano sparite le croci anche dalle facciate delle chiese italiane, in particolare da quelle liguri perché il supermercato aveva scelto un tipico borgo ligure per sponsorizzare un'altra serie di prodotti. In questo caso, però, la Lidl era stata costretta a causa del linciaggio mediatico del Belpaese a fare dietro front. Subito dopo le ire funeste dello Stivale, la catena di supermercati aveva deciso di chiedere scusa e aveva ricollocato nelle immagini le croci al loro posto. Il lupo, però, a quanto pare perde il pelo ma non il vizio perché in Ungheria la Lidl ha deciso nel frattempo di rimuovere da tutti i prodotti qualsiasi riferimento alla religione cristiana. Per questo un gruppo di attivisti magiari ha deciso di protestare erigendo una gigantesca croce di pietra alta tre metri davanti all'ingresso di uno dei supermercati di Csepel, piccolo paese nel XXI circondario di Budapest.