18 luglio 2019
Aggiornato 01:00
i ribassi accelerano

Brexit, la sterlina scende sotto 1,32 dollari. E i titoli della banche del Regno colano a picco

Secondo alcuni analisti, la tendenza sulla Borsa di Londra proseguirà. Sui mercati si rafforzano invece i titoli di Stato della Gran Bretagna

ROMA - Nonostante le dichiarazioni di Osborne, non si placano le vendite sulla sterlina britannica e sulla Borsa di Londra, anzi riprendono aggressive dopo il venerdì nero scatenato dal voto per la Brexit. Il British pound sperimenta nuovi minimi da ben 30 anni a questa parte sul dollaro: con un tuffo a 1,3154 dollari, nuovo minimo dal 1985.

La tendenza proseguirà
Diversi analisti si attendono che la tendenza prosegua. A Deutsche Bank ipotizzano che scivoli a 1,15 dollari entro fine anno. Contestualmente la sterlina è calata fin sotto 1,20 sull'euro, con un minimo da oltre due anni a quota 1,1969. Nel frattempo, nel primo pomeriggio, alla Borsa di Londra il Ftse accelera i ribassi al meno 2,05 per cento. Le vendite continuano brutali sulle banche, Barclays meno 18,78 per cento, Royal Bank of Scotland -25,9 per cento, Hsbc, molto sbilanciata sull'Asia si salva con un meno 2 per cento.

Si rafforzano i titoli di Stato Gb
Continuano all'opposto a rafforzarsi i titoli di Stato del Regno, apparentemente nella crescente attesa dei mercati di imminenti interventi difensivi della Banca d'Inghilterra. Tanto che i rendimenti sui Gilt a 10 anni sono scesi sotto la soglia dell'1 per cento per la prima volta nella storia, con uno 0,996 per cento. Su questo tipo di emissioni i tassi retributivi sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo: più questo sale a seguito di acquisti, più i rendimenti calano.