20 luglio 2019
Aggiornato 21:30
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Pensioni anticipate, l'Ape sarà esteso anche ai lavoratori pubblici e autonomi

Il governo Renzi sta cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di aspiranti pensionandi. Sono allo studio dell'Esecutivo anche agevolazioni fiscali per le fasce sociali più deboli

ROMA – L'Ape sarà esteso anche ai lavoratori autonomi e statali. L'annuncio è del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del secondo incontro con i sindacati, durante il quale ha affrontato i nodi ancora irrisolti della riforma previdenziale.

Più pensionandi per l'Ape
«E' una possibilità: lo schema è che tutti i cittadini con i requisiti previsti possano decidere di aderire all'Ape», ha dichiarato il ministro del Lavoro del governo Renzi. L'Esecutivo sta studiando il meccanismo con cui poter assicurare – almeno parzialmente - la flessibilità in uscita di cui avrebbe bisogno l'attuale mercato del lavoro coinvolgendo il maggior numero possibile di aspiranti pensionati.

Restano dei nodi irrisolti
L'anticipo pensionistico è rivolto ai nati tra il 1951 e il 1953 e darà la possibilità agli aderenti di andare in pensione qualche anno prima rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero. Naturalmente, però, questa opportunità non è priva di costi e per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici è necessario che i pensionati paghino di tasca loro gran parte del costo della manovra, rinunciando a una percentuale sull'assegno previdenziale che può andare dall'1-2% al 15% a seconda dei casi. Ma sul tavolo del governo restano ancora dei nodi irrisolti, come quello dei contributi statali per le fasce di reddito più basse.

Agevolazioni per le fasce sociali più deboli
Il ministro Poletti ha precisato che «ci sono alcune situazioni socialmente da sostenere e quelle avranno condizioni diverse dagli altri», lasciando intendere che presumibilmente saranno previste delle detrazioni fiscali in grado di alleggerire o compensare la rata del prestito pensionistico che i futuri pensionati dovranno pagare per circa 20 anni dal momento in cui percepiranno la pensione di vecchiaia. «Stiamo lavorando perché i costi dell'operazione siano più bassi possibile sulla platea, in modo che ci siano forti agevolazioni», ha confermato anche il sottosegretario di Palazzo Chigi, Tommaso Nannicini. I prossimi incontri tra il governo e i sindacati sono in calendario per il 28 e il 30 giugno.