20 settembre 2021
Aggiornato 07:30
fattura petrolifera in discesa

Petrolio, Up: nel 2016 fattura a 13-15 miliardi. Ai minimi da 20 anni

Secondo i dati elaborati dall'Up la bolletta energetica è ai minimi dal 2001 e nel 2022-2023 torneremo ai valori anticrisi

ROMA - Effetto positivo per la fattura energetica e petrolifera dell'Italia dal drastico calo dei prezzi del greggio. Per il 2016 l'Unione petrolifera stima infatti una fattura petrolifera ancora in discesa, fra i 13 e i 15 miliardi in base all'andamento del cambio e del prezzo del greggio, soprattutto nella seconda parte dell'anno, tra i valori più bassi degli ultimi 20 anni in termini reali. La fattura energetica invece sarà pari a 28-29 miliardi ai livelli del 2000. Infatti il prezzo del petrolio pur in ripresa del 90%, nei primi sei mesi ha viaggiato intorno ai 39 dollari al barile in media, mentre lo scorso anno la media è stata di 51 dollari al barile.

I dati elaborati dall'Up
Secondo i dati presentati dall'Up in occasione dell'assemblea annuale, nel 2015 la fattura energetica è stata pari a circa 34,5 miliardi di euro, in calo di oltre 10 miliardi rispetto al 2014. La fattura petrolifera è stata di poco superiore ai 16 miliardi di euro, circa 9 miliardi in meno rispetto al 2014, determinando l'87% del risparmio complessivo. Nei primi cinque mesi del 2016 i consumi petroliferi sono apparsi in leggera crescita, con un progresso dell'1,1% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Nel 2022-2023 torneremo ai valori anticrisi
Il gasolio si conferma il principale prodotto autotrazione con circa il 39% dei volumi totali consumati, seguito dalla benzina con il 13%. In base alle previsioni elaborate da Up, la domanda di energia nel 2020 dovrebbe attestarsi intorno ai 165 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, per poi salire a 169 nel 2030, grazie al recupero dell'attività economica. Nel 2022-2023 torneremo ai valori del Pil ante crisi, ma consumeremo oltre 20 Mtep in meno di energia. Il petrolio (prodotti petroliferi) rimarrà la prima fonte sino al 2019 (con un peso del 34,5%) per poi essere superata dal gas (35,4%), ma mantenendo una quota ancora attorno al 32-33% sino al 2030.