30 ottobre 2020
Aggiornato 01:30
l'abenomics è fallita?

Abe rinuncia all'aumento dell'Iva. Ma a rischiare una nuova crisi non è solo il Giappone

La decisione di Shinzo Abe è controversa. I motivi del rinvio risiedono nel timore di vanificare gli sforzi messi in atto della BoJ per sostenere la crescita. Ma se l'Abenomics fallisce non rischia solo il Giappone

ROMA - Shinzo Abe, come previsto, ha annunciato ieri il rinvio dell'aumento dell'imposta sul valore aggiunto giapponese, prevista da aprile del 2017 a ottobre 2019. L'Iva sarebbe dovuta salire dall'8 al 10 per cento.

La decisione di Abe
Quella del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, è senza dubbio una mossa controversa. Il capo del governo nipponico ha giustificato la sua decisione con la necessità di evitare di aggravare gli effetti della crisi economica mondiale, ma i suoi detrattori la interpretano come un segnale di fallimento dell' "Abenomics", la sua politica economica, e come una mossa elettorale in vista delle imminenti elezioni per la Camera alta.

I motivi del rinvio
In una conferenza stampa, ieri, Abe ha spiegato i motivi della dilazione di 30 mesi dell'aumento dell'Iva: il rischio era quello di raffreddare i consumi e vanificare gli sforzi fatti fin qui per sostenere la crescita economica.  Il primo ministro ha ammesso che l'Abenomics è «certamente ancora a metà del suo cammino», ma ha rivendicato dei risultati. A partire dall'occupazione: «L'offerta supera la domanda in tutte e 47 le prefetture del paese». E anche sul fronte dei salari ritiene di aver raggiunto obiettivi importanti: «sono aumentati, e non solamente per i dipendenti a tempi indeterminato delle grandi aziende».

Inutili gli sforzi della BoJ
Tuttavia, nonostante gli sforzi della BoJ, che ha sfoderato tutte le sue armi mettendo in atto manovre espansive, il Giappone rischia di trovarsi di fronte a un vicolo cieco. Non solo, potrebbe essere l'incubatrice di una nuova crisi economica internazionale dalle imprevedibili conseguenze. I fattori di rischio per l'economia giapponese sono dovuti alla congiuntura internazionale «piena d'incertezze - ha spiegato Abe - specialmente a causa del rallentamento della Cina».

Non è a rischio solo il Giappone
Per questo motivo, con i leader dei sette paesi più ricchi (G7) nel summit della scorsa settimana a Iseshima, il premier del Sol levante ha assunto la decisione di lavorare per cercare di favorire la crescita mondiale. «Noi dobbiamo avere coscienza del rischio e agire per non cadere nella crisi. E' per questo che accelereremo le riforme e metteremo in campo tutti gli strumenti richiesti per evitare di tornare indietro", ha promesso il primo ministro.

(Con fonte Afp)