28 maggio 2020
Aggiornato 20:30
il report dell'istituto di washington

Fmi: «In aumento il rischio contagio da shock in Cina. Crescerà nei prossimi anni»

Nei capitoli analitici del Gfsr si leggono dei moniti contro l'aumento dell'esposizione globale al rischio aggregato

NEW YORK - Il Fondo monetario internazionale ha reso pubblici alcuni capitoli analitici del Global Financial Stability Report, nei quali si legge che secondo l'istituto di Washington sarebbe aumentata l'esposizione globale al rischio aggregato a causa di diversi fattori. 

I rischi delle compagnie assicurative
Le compagnie di assicurazione hanno guadagnato nel corso degli anni maggiore rilevanza a livello globale come intermediari finanziari e garanti contro i rischi economici e finanziari, motivo per cui il loro peso, soprattutto per quanto riguarda le assicurazioni sulla vita, nel generare «potenziali sistemici nelle economie avanzate è aumentato negli ultimi anni, pur restando comunque inferiore a quello delle banche». E' quanto si legge nei capitoli analitici del Global Financial Stability Report del Fondo monetario internazionale (il rapporto completo uscirà il 13 aprile, durante gli spring meeting a Washington), secondo cui negli anni è aumentata l'esposizione al rischio aggregato, determinato dalla maggiore sensibilità degli assicuratori ai tassi di interesse.

Una fonte rilevante di rischi patrimoniali di lungo termine
Come si legge nel documento, le compagnie di assicurazione «sono fonte rilevante di rischi patrimoniali di lungo termine per l'economia reale e sono tra i maggiori investitori istituzionali, detenendo circa il 12% degli asset finanziari globali, ovvero 24.000 miliardi, di cui circa l'85% in mano alle assicurazioni che erogano polizze sulla vita». Le compagnie di assicurazione, soprattutto dalla crisi finanziaria in poi, pongono maggiori rischi sistemici, perché hanno passività di più lungo termine rispetto alle banche, maggiore diversificazione degli asset e un'interconnessione meno estesa con il resto del sistema finanziario.

I passi da compiere per prevenire e valutare i rischi
Tuttavia, non sembra che la maggiore esposizione sia deteminata da cambiamenti del portafoglio di investimenti delle compagnie di assicurazione, sebbene società più piccole e deboli di alcuni Paesi abbiano assunto rischi maggiori. Secondo l'istituto di Washington, «le autorità di supervisione e regolamentazione dovrebbero tenere un approccio maggiormente macroprodenziale al settore", cosa considerata «necessaria se la supervisione deve andare oltre l'analisi della solvibilità e del rischio contagio di singole società e valutare i rischi sistemici derivati da esposizione comune». Tra i passi da compiere per rafforzare le politiche macroprodenziali ci sono l'adozione internazionale di standard patrimoniali e di trasparenza per l'intero settore e una diversa supervisione per i warrant degli assicuratori più piccoli e deboli.

Il ruolo della Cina nei mercati finanziari
Inoltre, il Fmi punta il dito anche contro un altro pericolo: il contagio verso i mercati finanziari globali di potenziali shock in Cina «probabilmente crescerà significativamente nei prossimi anni. Il ruolo della Cina nel sistema finanziario globale continua a crescere", cosa che rende «sempre più cruciale una comunicazione chiara e tempestiva delle decisioni politiche, trasparenza rispetto agli obiettivi politici e strategie in linea con gli obiettivi». Come fa notare l'istituto di Washington, la crescita delle attività bancarie cross-border banking negli ultimi cinque anni è stata esponenziale e, se procederà a questo ritmo, «la Cina emergerà come un notevole hub bancario globale nel medio termine». Il credito bancario è il maggiore canale di collegamento finanziario tra la Cina e il resto del mondo: tra il 2010 e il 2015 il credito bancario cross-border alle entità cinesi è cresciuto più di cinque volte a oltre 1.000 miliardi di dollari e il credito cinese all'estero è salito di tre volte a circa 600 miliardi. Per il Fondo, «con le aziende cinesi che continuano la loro espansione all'estero, è probabile che le banche cinesi seguano la stessa via».

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