30 marzo 2020
Aggiornato 18:30
un successo tutto italiano

Made in Italy, il prosciutto San Daniele vince la battaglia Dop in Brasile e cresce nel 2015 dell'8%

La produzione del crudo San Daniele DOP ha fatto registrare una crescita del +8% sul 2014, con 2.694.016 cosce di suino fresche mandate in lavorazione. Ma il Consorzio ha vinto anche un'importante battaglia legale in Sud America

ROMA - Un 2015 in crescita per il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che rende noti oggi i dati di bilancio 2015, in occasione dell'inaugurazione ufficiale della sua nuova sede, un edificio storico a tutela monumentale di 650 metri quadrati recuperato dalle antiche carceri napoleoniche della cittadina. Confermati i dati 2015 relativi alle vendite che sono cresciute di un punto percentuale rispetto all'anno precedente.

Nel 2015 trend positivo
La produzione del crudo San Daniele DOP ha fatto registrare una crescita del +8% sul 2014, con 2.694.016 cosce di suino fresche mandate in lavorazione, coerentemente con quanto previsto dal Piano produttivo per l'anno 2015. Nonostante la continua flessione degli acquisti domestici di salumi, il Prosciutto San Daniele Dop ha fatto registrare nello scorso anno un trend positivo, con un +3,1% sulla spesa delle famiglie italiane rispetto al 2014.

Bene le esportazioni
Positivi e a doppia cifra i risultati relativi al Prosciutto di San Daniele DOP affettato in vaschetta, con un incremento del +12,9% rispetto al 2014, ovvero 18.783.617 confezioni certificate, corrispondenti a 326.353 prosciutti affettati. Stabili anche i dati export che mantengono un andamento positivo (+1%), incidendo per circa il 14% sui volumi di prodotto venduti. La quota export nei paesi della UE vale il 56,8% delle esportazioni, con Francia (24,5%), Germania (15,4%), Belgio Svizzera, Austria e Regno Unito principali mercati di riferimento in Europa. Stati Uniti (18,4%), Australia (8,3%) e Giappone quelli relativi ai paesi extra comunitari.

L'attività del Consorzio
Significativa l'attività di vigilanza e controllo svolta dal Consorzio presso i punti vendita della grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati, superette, discount), del dettaglio tradizionale, della ristorazione e presso alcuni esercizi di vendita all'ingrosso di salumi. Nel 2015 l'attività di controllo ha interessato più di mille esercizi in Italia e oltre 450 punti vendita all'estero, con una maggiore concentrazione in Francia, Germania e Svizzera. Anche nel 2015 il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha aderito al servizio di monitoraggio e di tutela di prodotti a DOP e IGP coordinato da AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche): gli accertamenti hanno interessato Francia, Germania, Regno Unito e Danimarca per un totale di 320 esercizi.

ll marchio vale 200 milioni di euro
Le frodi ai danni del prosciutto San Daniele rilevate in Italia nel 2015 hanno accertato principalmente l'utilizzo indebito della denominazione "Prosciutto di San Daniele" su prodotti non tutelati, e di vendita di aliud pro alio (ovvero la vendita di un prosciutto diverso rispetto al prosciutto di San Daniele pubblicizzato e/o pattuito). Il marchio "prosciutto di San Daniele" è stato stimato da parte di un primario advisor internazionale per un valore pari a circa 200 milioni di euro, quindi i danni causati dagli illeciti sul prodotto in caso di frodi o contraffazioni sono rilevanti e incidono in maniera negativa su questo valore. Per questo l'attività del Consorzio è così importante.

Una vittoria economica e legale
In Brasile, dopo un'articolata vicenda giudiziaria con sentenza dell'8 marzo 2016 resa dal Tribunale di São Paulo, il Consorzio ha ottenuto anche la tutela della denominazione di origine protetta «Prosciutto di San Daniele» nei confronti di una nota società di importazione e distribuzione di prodotti alimentari brasiliana che non rispettava le regole della denominazione di origine protetta del prodotto italiano. «La sentenza del Tribunale di São Paulo crea un precedente importantissimo in tema di protezione delle eccellenze alimentari Made in Italy in generale e delle indicazioni geografiche in particolare - afferma Mario Cichetti, direttore generale del Consorzio - in quanto sancisce a livello internazionale la tutela della denominazione di origine 'Prosciutto di San Daniele', in particolare rispetto alle fasi di affettatura e confezionamento».

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