14 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Studio basato su dati della Banca d'Italia

Sofferenze bancarie: 144 miliardi (il 70% del dovuto) in mano a 32.608 soggetti

Lo sostiene il centro studi di Unimpresa, secondo cui «il 70% dei finanziamenti non ripagati da famiglie e imprese si riferisce a crediti superiori a 500mila». Sul totale delle sofferenze, pari a 201,1 miliardi, «141,4 miliardi sono relativi a finanziamenti oltre il mezzo milione di euro erogati ad appena 32.608 soggetti».

ROMA - Le sofferenze bancarie sono dovute soprattutto ai grandi prestiti non rimborsati. Lo sostiene il centro studi di Unimpresa, secondo cui «il 70% dei finanziamenti non ripagati da famiglie e imprese si riferisce a crediti superiori a 500mila». Sul totale delle sofferenze, pari a 201,1 miliardi, «141,4 miliardi sono relativi a finanziamenti oltre il mezzo milione di euro erogati ad appena 32.608 soggetti, il 2,63% dei clienti 'problematici' degli istituti; e 25,5 miliardi di sofferenze sono a carico di soli 579 soggetti, lo 0,05% del totale». Quindi sul 97% dei clienti (più di un milione di soggetti), che hanno prestiti da 250 euro a 500mila euro, «pesa solo il 29% delle sofferenze (52 miliardi)».

141 miliardi erogati ad appena 32.608 soggetti
Lo studio di Unimpresa è basato su dati della Banca d'Italia aggiornati a novembre 2015. In particolare, 17,1 miliardi di sofferenze (8,45%) si riferiscono a finanziamenti da 500mila euro a un milione, erogati a 25.973 soggetti (2,09%); 27,7 miliardi (13,83%) sono legati a prestiti da un milione fino a 2,5 milioni, concessi a 19.274 clienti (1,55%); 23,8 miliardi (11,84%) sono relativi a crediti da 2,5 a 5 milioni, erogati a 7.386 clienti (0,60%); 47,2 miliardi (23,48%) si riferiscono a finanziamenti da 5 a 25 milioni, concessi a 5.369 soggetti (0,43%); 25,5 miliardi (12,72%) sono legati a prestiti superiori a 25 milioni, erogati a 579 clienti (0,05%).
Meno di un terzo delle sofferenze (29,65%), ovvero 59,6 miliardi, «è invece legato a finanziamenti di importo minore, che vanno da 250 euro a 500mila euro, concessi a una platea molto vasta di clienti ora in difficoltà, pari a 1.207.802 soggetti (il 97,37% del totale)». Nel dettaglio, 6,5 miliardi di sofferenze (3,23%) «si riferiscono a finanziamenti da 250 a 30mila euro, erogati a 758.664 clienti (61,19%); 7,8 miliardi (3,90%) sono relativi a prestiti da 30mila a 75mila euro, concessi a 161.641 soggetti (13,03%); 9,1 miliardi (4,50%) sono relativi a crediti da 75mila a 125mila euro, erogati a 93.168 clienti (7,51%); 20,2 miliardi (10,08%) si riferiscono a finanziamenti da 125mila a 250mila euro, concessi a 119.504 soggetti (9,63%); 15,9 miliardi sono legati a crediti da 250mila a 500mila euro, erogati a 48.552 clienti (3,91%)».

Longobardi: «Le banche hanno prestato denaro con criteri sballati»
«Ora emergono gli errori degli istituti di credito - afferma il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi - che per anni hanno prestato denaro con criteri evidentemente sballati. Anche se nell'ultimo periodo è leggermente calato il ritmo con cui cresce la montagna di finanziamenti non ripagati, il problema resta ed è gravissimo perchè solo apparentemente è una questione che pesa esclusivamente sui bilanci del settore bancario: a pagare il conto, alla fine della giostra, sono le aziende che vedono sistematicamente respinte le domande di finanziamento».
«A questo punto - aggiunge Longobardi - bisogna fare ragionamenti diversi e il nodo delle sofferenze va risolto rapidamente e con un intervento pubblico, altrimenti non sarà possibile rimettere in moto il motore del credito, pilastro fondamentale per far ripartire l'economia e sperare di portare l'Italia sul sentiero di crescita».