28 settembre 2022
Aggiornato 10:31
Denuncia Confesercenti

«La crisi sulla pelle degli autonomi, perso mezzo milione di posti»

I dati riguardano gli anni della recessione, dal 2007 ad oggi: i lavoratori autonomi sono diminuiti di ben 552mila unità. L'associazione: «Raramente l'universo di imprese senza dipendenti, collaboratori familiari, ma anche professionisti e autonomi, viene considerato dalle politiche per il rilancio dell'occupazione».

ROMA - L'occupazione dipendente dà segnali di ripartenza, ma il mondo degli autonomi continua a scontare gli effetti della crisi e delle chiusure delle piccole imprese. Tra il 2007 e il 2015 i lavoratori autonomi sono diminuiti di 552mila unità, con un crollo del 10%. In pratica, un posto di lavoro autonomo su 10 è scomparso. E' quanto emerge dall'analisi condotta da Confesercenti sulle consistenze occupazionali del lavoro indipendente, composto in larga parte da piccoli e micro imprenditori, dalla crisi a oggi.

Sistema sempre più in crisi
Nel 2007, l'ultimo anno prima della recessione, i lavoratori indipendenti erano quasi 6 milioni (5.987.000); mentre l'ultimo dato disponibile, quello di novembre 2015, mostra come la platea si sia ridotta a meno di 5,5 milioni (5.463.000). Un crollo che racconta meglio di altri le difficoltà del mondo delle piccole e micro imprese. Il 75% dei lavoratori indipendenti si concentra in imprese senza dipendenti, attività gestite direttamente dai titolari e dai collaboratori familiari. La capacità di garantire occupazione di questo sistema è sempre più in crisi.

Bussoni: «Serve un Jobs act per il lavoro indipendente»
«Per diversi decenni - spiega Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti - il lavoro indipendente ha costituito per il nostro Paese un importante ammortizzatore sociale, consentendo di assorbire una quota elevata della disoccupazione attraverso forme di autoimpiego. Oggi è un'attività fortemente esposta alla debolezza della nostra economia. Una crisi nella crisi rimasta costantemente nell'ombra, offuscata dai dati più generali e preoccupanti dell'aumento complessivo del tasso di disoccupazione. Per interrompere la spirale, serve un Jobs act per il lavoro indipendente, che preveda defiscalizzazioni dirette a favorire la ripresa di questo mondo, che ancora garantisce milioni di posti di lavoro e che svolge quindi un ruolo chiave nella lotta alla disoccupazione, anche quella giovanile».