7 dicembre 2022
Aggiornato 13:30
Mercato delle materie prime

Gli USA torneranno ad esportare petrolio?

Il Congresso americano sembra propenso a togliere il divieto, in vigore da 40 anni, ad esportare il petrolio prodotto in Usa. La mossa, scrive il Wall Street Journal, fa parte di un'insieme di misure tributarie e di spesa pubblica che i legislatori potrebbero approvare il prossimo mercoledì.

NEW YORK - Il Congresso americano sembra propenso a togliere il divieto, in vigore da 40 anni, ad esportare il petrolio prodotto in Usa. La mossa, scrive il Wall Street Journal, fa parte di un'insieme di misure tributarie e di spesa pubblica che i legislatori potrebbero approvare il prossimo mercoledì. Quella sul greggio sarebbe una mossa storica, riflesso di sviluppi politici ed economici dovuti al boom della produzione statunitense. La speranza dell'abolizione delle esportazioni di greggio ha forse contribuito al tonfo di ieri del Brent scambiato all'ICE Futures Europe (-4,5% a 37,93 dollari al barile), superiore a quello del Wti scambiato al New York Mercantile Exchange (-3,1% a 35,62 dollari al barile). Un'intesa potrebbe livellare lo spread tra il petrolio del Mare del Nord e quello del Texas.

Sgravi fiscali per energia solare ed eolica
Certezze sull'approvazione di quella legislazione ancora non ci sono ma la speranza è alta. In un'intervista al quotidiano finanziario la senatrice democratica del North Dakota Heidi Heitkamp è «ottimista». Tra le prime a spingere per un via libera a Capitol Hill alla rimozione del divieto sull'export di greggio, Heitkamp non ha nascosto un po' di cautela: «In questa città nulla è certo fino a quando il presidente firma» un provvedimento rendendolo legge.
Come parte dell'intesa allo studio, il Congresso permetterebbe la vendita all'estero del petrolio americano e allo stesso tempo adotterebbe misure ambientali che comprenderebbero l'estensione di sgravi fiscali legati all'energia solare ed eolica. Nell'accordo in via di definizione c'è anche una clausola (pensata per i Repubblicani) che impedirebbe di bloccare qualsiasi regolamentazione ambientale voluta dall'amministrazione Obama.

Il Senato non se ne è ancora occupato
La Camera ha votato due volte negli ultimi due mesi per rimuovere il divieto di esportazione del greggio ma il Senato non se ne è ancora occupato. La Casa Bianca ha minacciato di porre un veto sul provvedimento della Camera dicendo che non ce n'è bisogno visto che l'amministrazione Obama ha l'autorità necessaria, concetto ribadito ieri al civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington.
«Non crediamo sia necessaria un'azione legislativa da parte del Congresso su questo tema ed è questo il motivo per cui siamo stati coerenti nell'opporre iniziative legislative in quest'area», ha dichiarato Josh Earnest, portavoce alla Casa Bianca.
Secondo le fonti del Wsj tuttavia, la Casa Bianca non si opporrebbe alle misure tributarie e di spesa pubblica se esse includeranno anche quella sull'export di petrolio.
Il Congresso adottò il divieto alle esportazioni di petrolio sulla scia dello shock causato dall'embargo petrolifero imposto dai Paesi arabi del 1973 che fece schizzare i prezzi della benzina in Usa. Dall'agosto 2008 la produzione americana è salita di quasi il 90% grazie al fracking e alle nuove tecnologie di trivellazione.

(con fonte Askanews)