14 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Mercato dell'energia

Descalzi: «Con vendita 12,5% Saipem rafforziamo noi e loro»

Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, aprendo la conference call sui risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi: «Risultati importanti in un contesto debole»

Claudio Descalzi
Claudio Descalzi ANSA

ROMA - L'operazione con cui ENI ha ceduto il 12,5% di Saipem al Fondo strategico italiano «rafforza Eni e Saipem». Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, aprendo la conference call sui risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi. Descalzi ha spiegato che con la vendita, Eni ha «risorse fresche per sostenere i nostri investimenti». Il direttore finanziario ha aggiunto che Eni parteciperà per «circa 1 miliardo» all'aumento di capitale pro quota per 3,5 mld deciso da Saipem. Alla fine dell'operazione Eni ridurrà il proprio indebitamento netto di 5,1 miliardi.

Risultati importanti in un contesto debole

Nel terzo trimestre del 2015 «pur in un contesto debole di prezzi del petrolio, Eni continua a registrare risultati importanti sia in termini di crescita upstream che di ristrutturazione dei business mid-dowsntream».
«Nell'E&P la produzione è ancora in forte crescita - dice - e per la seconda volta nell'anno rivediamo al rialzo le nostre previsioni, pressoché raddoppiando l'obiettivo originario. Nei nove mesi, inoltre, abbiamo scoperto 1,2 miliardi di barili di nuove risorse, oltre il doppio rispetto all'obiettivo di piano, pur riducendo i nostri costi esplorativi. La ristrutturazione e gli interventi di efficientamento che abbiamo condotto in ambito R&M e Chimica, uniti a uno scenario favorevole, hanno portato questi business a conseguire un'eccellente performance e una generazione di cassa positiva nel corso del 2015. Anche per G&P la guidance è migliorata. Tutte queste azioni, unite a un ulteriore intervento di ottimizzazione degli investimenti nel corso dell'anno e al miglioramento della nostra struttura dei costi operativi, ci consentiranno di ottenere, escludendo Saipem, la copertura organica degli investimenti già nel 2015, con uno scenario di 55$ al barile».