20 febbraio 2020
Aggiornato 23:24
Il caso

Scandalo Volkswagen, Bruxelles sapeva già dal 2013

L'ex commissario all'ambiente Janez Potocnik aveva segnalato la discrepanza in termini di emissioni tra i risultati dei test delle case automobilistiche e le prove su strada, secondo un rapporto dell'Ue pubblicato oggi dal Financial Times. Ma l'allarme è stato ignorato.

LONDRA - Lo scandalo delle emissioni truccate dei motori diesel della Volkswagen era stato segnalato all'Unione europea già nel 2013. L'ex commissario all'ambiente Janez Potocnik aveva segnalato la discrepanza in termini di emissioni tra i risultati dei test delle case automobilistiche e le prove su strada, secondo un rapporto dell'Ue pubblicato oggi dal Financial Times. Ma l'allarme è stato ignorato.
Potocnik in una lettera del febbraio 2013 all'allora commissario all'industria Antonio Tajani segnalava che molti ministri di paesi europei ritengono che ci sia «una significativa discrepanza» tra le performance delle auto nella realtà ed i risultati dei test in laboratorio ed è questo elemento «la principale ragione» per la quale gli standard di qualità dell'aria non stanno scendendo verso i valori indicati dall'Unione Europea.

Veicoli Italia in scandalo gas salgono a 709 mila
Sale a oltre 709 mila, per la precisione 709.712, il numero di veicoli del gruppo Volkswagen in Italia coinvolti nello scandalo sulle alterazioni ai gas di scarico. Volkswagen Italia ha infatti comunicato un aggiornamento delle stime sui veicoli dotati di motori diesel tipo EA 189.
Le auto a marchio Volkswagen sono 385.694, seguono le Audi con altri 231.729 auto, Skoda con 39.598, Seat con 35.343 più 17.348 Volkswagen Veicoli Commerciali. «La situazione attuale mostra alcune differenze rispetto ai dati comunicati precedentemente - si legge - dovute all'inclusione volontaria nell'azione di richiamo di tutti i veicoli equipaggiati con motore EA 189, indipendentemente dallo standard di emissioni cui appartengono».
Precedentemente il gruppo aveva parlato di circa 648 mila veicoli coinvolti. Vw ribadisce che tutti questi veicoli sono tecnicamente sicuri e adatti alla circolazione su strada. Nelle settimane a venire comunque parità una campagna di richiami per risolvere il problema delle alterazioni ai gas di scarico.

Anfia: da azienda illecito che danneggia consumatori
«Il grave illecito della vicenda Volkswagen è l'avere installato un software in grado di falsare i risultati dei test delle emissioni inquinanti di ossidi di azoto». Un illecito che «danneggia l'ambiente, i consumatori, l'immagine della comunità dell'automotive, la rasparenza e concorrenza del mercato». Lo ha detto il presidente dell'Anfia, Roberto Vavassori riferendosi alla vicenda Volkswagen nel corso di un'audizione alle commissioni congiunte ambiente e Attività produttive della Camera.
«La casa produttrice - ha ricordato Vavassori - dovrà intervenire per rimediare all'illecito, senza impatto economico per la clientela, su circa 650 mila utenti».