10 dicembre 2019
Aggiornato 03:00
Lavoratori esasperati

Braccio di ferro coi fornitori, Volkswagen si ferma

Nuovi problemi per Volkswagen dopo lo scandalo Dieselgate: ora è la carenza di componenti in alcuni stabilimenti a mettere a rischio la produzione. Il problema ha colpito diversi impianti, compreso il più grande a Wolfsburg, mentre a Emden 7.200 lavoratori sono stati collocati in part time.

Il logo della Volkswagen
Il logo della Volkswagen Shutterstock

BERLINO - Si sta insasprendo la battaglia legale tra Volkswagen e i suoi fornitori di componenti, che ha gravemente rallentato la produzione presso il gigante automobilistico tedesco esasperando i lavoratori.
Intanto, le due aziende nell'occhio del ciclone per aver bloccato le forniture rilanciano le accuse alla stessa VW: «Noi non siamo responsabili per la crisi alla VolkswagenW e per i conseguenti tagli ai turni di lavoro», ha dichiarato alla Dpa Alexander Gerstung di ES Automobilguss, che fornisce componenti pressofusi per le scatole cambio.

Produzione VW a singhiozzo
Volkswagen ha ottenuto ingiunzioni temporanee dal tribunale lo scorso 12 agosto per ordinare alla stessa ES e al produttore di coperture per sedili Cartrim di riprendere le consegne. Ma i due fornitori hanno presentato appello contro tale decisione, lasciando la produzione a VW a singhiozzo , con contraccolpi in molti stabilimenti a partire da quello maggiore, a Wolfsburg.
I lavoratori sono stati così collocati in orario ridotto dal momento che i componenti mancanti sono vitali per i processi di produzione. E questo ha spinto i rappresentanti dei lavoratori VW a lamentarsi di essere stati sfruttati in questo confronto.
Gerstung sostiene che Volkswagen ha annullato i contratti con ES e Cartrim senza specificarne il motivo, senza preavviso e senza alcuna compensazione:"VW ci costringe in questa azione per proteggere i nostri lavoratori ... e per garantire la sopravvivenza della nostra società", ha detto.

Errore di base nella catena di fornitori
La battaglia legale potrebbe limitare la produzione a VW per un periodo significativo di tempo, con costi aggiuntivi potenziali superiori a 100 milioni di euro, secondo le valutazioni dell'esperto dell'industria automobilistica Ferdinand Dudenhoeffer dell'Università di Duisburg-Essen interpellato AFP. Secondo l'esperto Volkswagen ha commesso un grave errore di base nell'approntare la sua catena di fornitori: «Non dovrebbe mai essere il caso che una società globale abbia un'azienda di medie dimensioni come unico fornitore», ha detto Dudenhoeffer.
Volkswagen, che possiede anche i marchi di lusso Audi e di fascia bassa Skoda, è peraltro ancora alle prese con la sua maggior crisi di sempre dopo aver ammesso nel settembre 2015 di aver installato un software per truccare barare i test sulle emissioni in 11 milioni di motori diesel. Nella seduta odierna le azioni Volkswagen hanno perso l'1,52% a 119,90 euro.

Nuove accuse a Bosch in class action su emissioni
Bosch avrebbe avuto un ruolo centrale nello sviluppare il software delle centraline Volkswagen in grado di ingannare i test sulle emissioni. E' quanto sostengono nuove accuse depositate alla Corte federale di San Francisco, secondo quanto riporta la stampa americana.
Bosch, che produceva le centraline montate sulle auto diesel del gruppo Vokswagen, era già coimputata nella class-action avviata in Usa per lo scandalo emissioni ma secondo le nuove carte depositate in tribunale avrebbe avuto un ruolo più importante rispetto a quello inizialmente ipotizzato.
Secondo le accuse, riportate dal New York Times, la casa automobilistica non avrebbe potuto modificare il software dei suoi motori diesel senza la collaborazione di Bosch che non consente modifiche alla programamzione delle centraline senza la sua approvazione.
«E' inconcepibile - si legge nelle nuove accuse - che Bosch non fosse a conoscenza del fatto che ci fosse un sistema illegale nel software di cui aveva la responsabilità della definizione, dello sviluppo, dei test e della manutenzaione».
Bosch in una nota non ha commentato le nuove accuse precisando di stare «collaborando con le indagini in diverse giurisdizioni e difendendo i suoi interessi nei procedimenti legali».

(con fonte Afp)