19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Automotive

Gli italiani a Wall Street tutti pazzi per Ferrari

Nel giorno della quotazione a Wall Street - avvenuta in corsa, proprio come il simbolo «RACE» scelto - il Cavallino Rampante è fonte di entusiasmo

Sergio Marchionne a Wall Street per la quotazione in borsa della Ferrari
Sergio Marchionne a Wall Street per la quotazione in borsa della Ferrari ANSA

NEW YORK - Tutti pazzi per Ferrari. Nel giorno della quotazione a Wall Street - avvenuta in corsa, proprio come il simbolo «RACE» scelto - il Cavallino Rampante è fonte di entusiasmo. Non solo per il top management, a cominciare dal presidente, Sergio Marchionne. Non solo per gli investitori, che stanno puntando sul titolo. E non solo per quei trader sul floor che oggi hanno indossato un cappellino rosso con il logo del Cavallino Rampante o una giacchetta rossa. Anche il pubblico radunato fuori dal New York Stock Exchange ha dimostrato di apprezzare. D'altra parte tutti conoscono la Ferrari e il suo indistinguibile marchio. Gente di ogni età si è letteralmente riversata lungo le transenne spiegate fuori dalla Borsa americana per scattare foto, farsi selfie, immortalare gli otto esemplari sfornati dal gruppo di Maranello e messi in mostra per l'occasione.

Parcheggiate sotto le celebri colonne simbolo di Wall Street, coperte oggi da un'enorme bandiera rossa con il logo giallo della Ferrari, le vetture ambite, amate e per molti solo sognate sono state le vere protagoniste della giornata. E per gli italiani che - alcuni per caso, altri di proposito - si sono ritrovati lì, sotto tre bandiere sventolanti (quella americana, quella tricolore e quella di Ferrari) dall'edificio della Borsa, vedere un simbolo del loro Paese arrivare a Wall Street è stato motivo di orgoglio.

Lo dice il giovane Pietro Strapazzon, di Verona: «Lavoro a New York e vedere un brand come quello Ferrari a Wall Street, è un vero orgoglio». Ne è convinto anche il signor Giovanni, da Milano: «E' un caso essere qui, ma è anche un onore». E per Cristina, anche lei veneta, «è un occasione unica e una grande emozione».

Carlo, bresciano di 55 anni, ci racconta invece che «non potevo mancare una giornata come questa visto che mi trovo a New York per lavoro. Credo sia una giornata storica, per l'industria italiana soprattutto. Penso ci sia anche da essere orgogliosi».

Il torinese Gino invece si dichiara «un fan di Marchionne» (che di Ferrari è presidente) e dice di essere «contento che la Ferrari sia andata in mano a un manager di quel calibro per poterla portare ai successi nel mondo a cui siamo abituati». Quanto a Fiat Chrysler Automobiles, di cui Marchionne è amministratore delegato, «credo abbia tutti i motivi per avere successo», continua Gino.

Francesca, da Roma, definisce «bellissimo come hanno esposto tutte le Ferrari ed è una bella conquista per l'Italia». Per Roberto, da Gubbio, «è una bella emozione avere il marchio Ferrari in giro per il mondo. Questo ci rende orgogliosi di essere italiani e sono poche le cose che ci rendono tali», dichiara Elisabetta, da Siena.