28 febbraio 2020
Aggiornato 04:00
stop del ministero alla salvaguardia degli esodati

Pensioni, Damiano: «La posizione del Mef è inaccettabile»

Per l'Inps servono 2 mld fino al 2023, ma secondo il presidente della commissione Lavoro della Camera la cifra è esagerata

ROMA - Le coperture per la cosiddetta opzione donna non ci sono. A sostenerlo il ministero dell'economia durante l'incontro che si è tenuto oggi nella commissione Lavoro della Camera con il Mef, il ministero del Lavoro, l'Inps e la Rgs, secondo quanto ha riferito il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Una posizione contestata da Damiano il quale sottolinea come «l'anticipo a 57 anni con 35 di contributi con il ricalcolo tutto contributivo dell'assegno non abbia bisogno di alcuna copertura».

Damiano: le coperture ci sono
«Anche in questo caso», come sulla settima salvaguardia per gli esodati, «il Mef richiede coperture e secondo calcoli dell'Inps fino al 2023 si tratterebbe di 2 miliardi; a nostro avviso una cifra esagerata, probabilmente calcolata su una platea più ampia di quella reale", sostiene Damiano. «Vogliamo anche in questo caso sottolineare - ha proseguito Damiano - che nel momento in cui l'aspettativa di vita delle donne è oltre gli ottant'anni queste lavoratrici percepiranno un assegno decurtato del 30% per più di 23 anni. Quindi nel lungo periodo non solo non ci saranno costi ma si produrranno dei risparmi. Noi non possiamo contabilizzare soltanto i costi.»

Anche per gli esodati la posizione del Mef è inaccettabile
Anche la posizione espressa dal Mef sulla settima salvaguardia per gli esodati è «inaccettabile» secondo Cesare Damiano, il quale aggiunge che c'è un «problema politico» da affrontare e che la commissione intende «interpellare i due ministri di riferimento». "L'incontro non è stato positivo - ha attaccato Damiano - ed evidenzia una questione politica rilevante che va affrontata con il governo, vale a dire l'utilizzo delle risorse risparmiate dal fondo esodati. Se l'interpretazione che prevale è quella del Mef, secondo la quale le risorse che non sono state spese nel 2013 e nel 2014 sono perdute non solo si riduce la quantità di risorse che vengono messe a disposizione per la settima salvaguardia ma si cancella la volontà del legislatore che costituendo il fondo ha chiaramente espresso la volontà di utilizzare i risparmi per ampliare i numero dei lavoratori da tutelare».Se il nodo politico non verrà risolto, ha poi aggiunto Damiano, «si apre una stagione di conflitto politico parlamentare su una questione delicata come quella delle pensioni che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, le loro speranze e l'aspettativa di avere una equa soluzione». (Fonte askanews)