5 giugno 2020
Aggiornato 15:00
L'1% sarebbe merito delle politiche di governo

Rapporto Coop: «Nel 2015 il potere d'acquisto degli italiani è aumentato dell'1,5%»

Secondo il presidente Pedroni è stata l'introduzione degli 80 euro in busta paga a frenare la crisi

MILANO (askanews) - Il potere d'acquisto degli italiani nel 2015 è cresciuto dell'1,5%. L'1% grazie alle politiche del governo. È quanto riporta il Rapporto Coop 2015 che scatta la fotografia dei consumi italiani a fronte della "ripresa slow" che si intravede nell'economia italiana.

Gli italiani sono i più palestrati e connessi d'Europa
Dal Rapporto Coop di quest'anno emerge anche una fotografia (bizzarra) dell'Italia. Gli italiani sono i più palestrati e connessi d'Europa. È l'identikit delll'italiano medio scattata dal Rapporto presentato a Milano alla Terrazza Martini. Nel nostro Paese, conta la Coop, ci sono 12mila palestre, 2.500 stabilimenti termali, 4mila hotel e agriturismi specializzati nel benessere e 21mila istituti di bellezza. Un mercato che nel complesso vale 10 miliardi di euro, con una crescita del 2% nell'ultimo anno. Non solo wellness però. Gli italiani sono anche internet-addicted: ogni giorno in media trascorrono 6 ore sul web tra pc e smartphone. Solo nell'ultimo anno sono stati venduti 14milioni di smartphone mentre ad oggi lungo lo Stivale risultano attive 94 milioni di linee mobili. A questi dati, però, il Rapporto Coop ne affianca altri ben più significativi e a parlare è lo stesso presidente.

Pedroni: Gli 80 euro sono stati fondamentali per fermare la crisi
«Pensiamo che gli 80 euro siano stati fondamentali in un momento di recessione per fermare la crisi - ha commentato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia - oggi ci vogliono altre manovre e altre prospettive per recuperare i punti persi». Tra le nubi all'orizzonte dell'economia italiana un possibile ritocco alle aliquote Iva. «La cosa fondamentale è sostenere la domanda interna e non tassare i beni di largo consumo. Per questo l'IVA è davvero importante non toccarla», ha sottolineato Pedroni per il quale occorre anche «una politica fiscale a favore delle classi più deboli perché una politica fiscale a favore delle classi più forti è molto meno efficace per l'economia italiana e i consumi interni. Il rischio che noi vediamo è che senza queste scelte quando si fermerà la caduta del prezzo del petrolio o se l'euro dovesse recuperare terreno sulle altre valute si fermi la componente di export che ha sostenuto la ripresa. È importante - ha concluso - che un grande Paese cresca su basi solide che sono i consumi interni e la domanda di beni di largo consumo».

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