18 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
Dopo le dichiarazioni del ministro delle Politiche agricole

Caporalato, M5s: «Martina annuncia soluzioni già vecchie»

Secondo i pentastellati si tratta di una soluzione che in realtà non è servita per evitare l'ennesima stagione di sfruttamento dei lavoratori temporanei in agricoltura operata da aziende senza scrupoli

ROMA (askanews) - «Sulla lotta al caporalato il ministro Martina dichiara alla stampa di avere la ricetta pronta con l'avvio di una "Rete del lavoro agricolo di qualità" che partirà il prossimo 1 settembre. Ma il progetto era stato annunciato già lo scorso anno come grande novità utile per intensificare i controlli e prevenire lo sfruttamento dei lavoratori nei campi. Intanto un'altra estate e passata e la "soluzione" del governo non è neanche partita», denunciano in una nota i parlamentari del Movimento 5 stelle in risposta alle affermazioni del ministro delle politiche agricole.

M5S: Martina ha già fallito
«Infatti non solo la Rete era stata già istituita dal governo presso l'Inps con il decreto legge competitività nel novembre 2014 - affermano i pentastellati - ma le prime riunioni operative sono state svolte nel febbraio successivo come si evince dai numerosi comunicati stampa pubblicati sul sito del ministero. Il 17 febbraio 2015 "il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è insediata ieri la Cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista nel provvedimento "Campolibero" (...) La Cabina di regia ha già programmato i suoi lavori, con tre riunioni nel prossimo mese di marzo 2015, così da determinare prontamente gli elementi essenziali dell'istanza telematica che dovranno rivolgere all'INPS le imprese agricole che vorranno aderire alla Rete del lavoro agricolo di qualità».

Il governo venga di persona a vedere cos'è il caporalato
«Si tratta di una soluzione che in realtà non è servita per evitare l'ennesima stagione di sfruttamento dei lavoratori temporanei in agricoltura operata da aziende senza scrupoli - proseguono i pentastellati -. Uomini donne, italiani e stranieri, che svolgono attività di raccolta nei campi in condizioni disumane, come rivelato dai numerosi casi emersi nelle pagine della cronaca. Persone che subiscono infortuni e malori dei quali la morte della signora Paola Clemente è solo l'ultimo esempio. Il Movimento 5 stelle ha presentato una serie di proposte concrete contro il caporalato, tra cui un Disegno di Legge alla Camera e una serie di emendamenti nei due rami del Parlamento e in commissioni Lavoro e Agricoltura a tutela dei lavoratori stagionali. Una serie di mozioni e interrogazioni ai ministri, nonché denunce anche in commissione Diritti umani sullo sfruttamento nelle campagne», ricordano i parlamentari. «Atti che sono stati puntualmente ignorati da questo governo "dell'annunciare». Chiediamo al ministro Martina di venire nelle zone dove il caporalato è più diffuso per constatare di persona le condizioni che il M5s ha più volte denunciato» concludono i pentastellati.